Inter: la quiete dopo la tempesta, ma quanto durerà?

di Gioia Bò Commenta

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Aria pesante in casa Inter. L’eliminazione dalla Champions League ha portato dietro di sé uno strascico di malumori e polemiche difficili da superare. Mancini non aveva certo contribuito a rasserenare l’ambiente con l’uscita infelice subito dopo la gara con il Liverpool ed era toccato a Moratti rimettere le cose a posto, convocando il tecnico e convincendolo a tornare sui suoi passi.

Il dubbio è lecito e ne avevamo già parlato: per quanto ancora Mancio sarà l’allenatore dell’Inter? L’impressione è che il divorzio sia più vicino di quanto si creda e che, subito dopo l’ultima gara di campionato e la probabile conquista delo scudetto, il tecnico faccia le valigie.

E’ ciò che si augura anche una parte dello spogliatoio, ma mai avremmo potuto pensare che a guidare il plotone dei ribelli fosse proprio Zatlan Ibrahimovic, trattato sempre con i guanti bianchi e difeso a spada tratta dall’allenatore, persino dopo la sconfitta nella gara di andata contro il Liverpool, quando tutti erano d’accordo nell’indicare lo svedese come uno dei peggiori in campo.


Ma la riconoscenza non fa parte del mondo del calcio e domenica pomeriggio ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. La storia è nota: Ibra viene sostituito a poco più di dieci minuti dal termine della gara con il Palermo e, uscendo, si lascia andare ad un sfogo contro il mister. In un altro momento del campionato, il gesto avrebbe potuto avere starscichi più pesanti, ma, a poche giornate dalla fine e con più di metà scudetto cucito sul petto, l’intenzione comune è quella di tener buono l’ambiente, evitando polemiche inutili.

E così lo svedese ha fatto (o è stato costretto a fare) un passo indietro, dichiarando sul sito ufficiale della società di non aver offeso l’allenatore; Mancini da parte sua ha ammesso di essersi comportato anche peggio da giocatore, mentre Moratti, da buon Presidente-papà, ha difeso il suo gioiello, chiudendo ogni polemica:

E’ stato un momento di nervosismo, un nervosismo sbagliato che però non so neanche se fosse riferito all’allenatore o meno.

L’impressione è che in casa Inter non vedano l’ora che finisca il campionato, sperando che la situazione continui ad essere controllabile, ma immaginate cosa potrebbe succedere se nelle prossime tre gare (contro Genoa, Juventus e Lazio) la squadra di Mancini perdesse qualche punto!

Il malumore è tangibile ed il tecnico sembra seduto su una bomba ad orologeria e se Ibra sussurra il suo malcontento, c’è anche chi si lamenta a voce alta, come Crespo, che vorrebbe giocare di più, o Figo, che non gradisce il ruolo di capro epiatorio per la sconfitta in Champions, visto che non ha nemmeno giocato (o non ha voluto giocare?). Lo stesso Moratti sembra essersi sorpreso per la formazione messa in campo da Mancini nella gara con il Palermo. Per ora ogni polemica sembra rientrata, ma per quanto durerà la quiete?

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