Santiago Bernabeu: la fabbrica dei sogni

di Gioia Bò 2

Battiti a mille e occhi arrossati nel nominare quello stadio, che tanta fortuna portò alla causa italiana nel 1982. Era l’Italia di Zoff e Scirea, di Rossi capocannoniere e di Conti miglior giocatore del mondiale, dei baffi tagliati di Gentile e dell’urlo di Tardelli, di Bearzot e Pertini avversari a carte nel viaggio di ritorno verso casa.

Quanti ricordi legati a quello stadio, il cui nome è rimasto impresso nella memoria dei tifosi quasi fosse il dodicesimo della formazione messa in campo nella notte magica di Madrid. Ma passiamo oltre, per evitare che i ricordi ci prendano la mano e si finisca per parlare solo del trionfo mondiale e della Germania annientata, ma vi assicuro che su queste pagine ci sarà un capitolo dedicato ai ricordi ed alle emozioni di quella sera.

Ripartiamo dal titolo e dalla “fabbrica dei sogni”, definizione azzeccata di Alfredo Di Stefano, che al Bernabeu aveva alzato diversi trofei negli anni d’oro del Real.


E come dargli torto? Non si può visitare Madrid senza fare una tappa nel mitico stadio, considerato alla pari di tutti i monumenti cittadini e quindi assolutamente da visitare in un giro turistico che si rispetti. Da quelle parti lo sanno bene ed hanno trovato il modo di trasformare la curiosità dei turisti in business, con veri e propri tour organizzati e guide ufficiali, a mostrare i segreti più nascosti dell’impianto.

Nessuna zona off limits per la gente comune, che tutti i giorni dell’anno (Natale e Capodanno esclusi) può accedere all’impianto per guardare da vicino, non solo gli spalti solitamente riservati al pubblico, ma anche il palco d’onore, dove i giocatori ricevono i trofei, gli spogliatoi, la sauna, il tunnel fino a calpestare il terreno di gioco e sedersi sulle panchine. Tappa obbligata poi, la sala dei trofei, dove si possono ammirare le 9 coppe dei Campioni, le 3 Coppe Intercontinentali, le 2 Coppe UEFA, la Supercoppa d’Europa, così come gli scudetti e le Coppe del Re vinte, oltre alle foto di tutti i giocatori che hanno indossato la maglia del Real nel corso degli anni.

Non solo storia, però, all’interno dello stadio, che ospita ristoranti, bar, centri commerciali e banche (il tutto con marchio Real Madrid FC), che ne fanno uno degli impianti più moderni a livello mondiale.

Ma la visuale dalle curve, tanto cara agli appassionati che pagano fior di quattrini per assistere alle partite? Beh, non si può certo dire che il Santiago Bernabeu non sia a misura di tifoso: quattro anelli sorretti da altrettante colonne e l’assenza della pista di atletica consentono una buona visione del rettangolo di gioco da qualunque posizione degli spalti, che arrivano a contenere più di 80.000 spettatori. E’ inoltre in progetto la realizzazione di un tetto retraibile, che permetterebbe alla struttura di guadagnare ulteriore prestigio tra gli stadi destinati ad ospitare le manifestazioni sportive più importanti del continente.

Non sarà il tempio del calcio (definizione già data al mitico Maracanà), ma a livello europeo è un esempio di modernità ed eleganza. E poi, dettaglio non trascurabile, è nel cuore di tutti gli italiani!

Commenti (2)

  1. Ma che brava che sei .!!!forse leggendoti riuscirò a capire meglio le note di questo sport. Grazie

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