Romario va in pensione!

di Gioia Bò 1

Stavolta sembra proprio che l’avventura agonistica di Romario de Souza Faria sia giunta al capolinea. Ha promesso più e più volte di appendere gli scarpini al chiodo, ma poi la voglia di giocare ed il desiderio di raggiungere i 1000 gol in carriera lo hanno convinto a restare ancora sul rettangolo di gioco.

Ora ha 42 anni e nulla più da dimostrare: forse è il momento più opportuno per dare l’addio ad una professione che gli ha regalato molto, sin dall’esordio tra i professionisti con il Vasco da Gama nel lontano ’85. Da lì una serie di squadre si sono assicurate le sue altissime prestazioni sia in sudamerica che in Europa: PSV Eindoven, Barcellona, Flamengo, Valencia e Fluminense. Tentò addirittura l’avventura in Qatar, che non gli valse successi e allori, ma fior di quattrini nelle tasche: tre partite, nessun gol e ben 1,7 milioni di dollari in più sul conto in banca!

Può vantare anche un’esperienza nel soccer americano, con il Miami FC, ed una con l’Adelaide United, squadra australiana, per la quale giocava la domenica, tornando poi di corsa in Brasile, dove lo attendeva una squadra di serie C, per l’incontro del giovedì: dodici ore di fuso orario e due incontri a settimana per raggiungere più facilmente quota 1000!


Un sogno inseguito per una vita intera, segnando gol a ripetizione sui campi di mezzo mondo, fino al 20 maggio dello scorso anno, quando al Vasco venne assegnato un rigore contro lo Sport Recife. Pallone stretto tra le mani, passi lenti ma decisi verso il dischetto, tra le urla del Sao Januario in festa solo per lui. Pallone a terra, rincorsa e tiro preciso, proprio lì, dove il portiere non poteva arrivare.

Quello che è successo dopo, difficilmente si rivedrà su un campo di calcio: invasione dei fotografi sul terreno di gioco per immortalare il Baixinho in lacrime, mentre l’arbitro interrompeva la partita per 15 minuti, giusto il tempo di permettergli di ricevere l’abbraccio dell’intera famiglia; la maglia numero 11 consegnata alla madre ed il pallone che era entrato in rete per la millesima volta nelle mani del figlio. E poi poche parole tra le lacrime

È un momento senza uguali nella mia vita. Ringrazio i miei familiari, mio padre che è lassù e l’intero Brasile.

Ha vinto praticamente tutto nella sua lunga carriera, ha relizzato il suo sogno, ha tentato addirittura la carriera di allenatore-giocatore negli ultimi tempi: cosa chiedere di più? Forse è proprio questo il momento di dare l’addio!

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