Jozy Altidore: il volto nuovo del soccer

di Gioia Bò Commenta

Da queste parti lo conosciamo più per essere uno dei testimonial dell’Adidas -trasformato in cartone animato alla pari di Messi, Ochoa e Guardado– che per quello che ha fatto realmente vedere su un campo di calcio, ma Josmer Volmy Altidore, detto Jozy, è sicuramente destinato a far parlare di sé nei prossimi anni.

Classe 1989, figlio di genitori tahitiani, nasce negli States, dove è difficile far carriera nel mondo del pallone, sport considerato minore rispetto al baseball, al basket, al football. Ciò non gli impedirà di innamorarsi del soccer, che segue in tv durante i Mondiali ’94, quelli del rigore di Baggio e del Brasile tetracampeao, quelli delle partite a mezzogiorno e dell’ennesima squalifica di Maradona per uso di droga.

Non ce l’ha fatta la macchina mondiale dell’organizzazione a far decollare il progetto-calcio negli USA, ma ciò non toglie che migliaia di bambini si siano innamorati di quel pallone da prendere a calci. E così Jozy comincia la sua carriera a livello scolastico. dimostrando di saperci fare e di avere buone possibilità per un futuro da calciatore, tanto da essere notato dagli organizzatori del Generation Adidas, una specie di vivaio dove far crescere le giovani promesse americane.


Una vetrina importante per il giovane Altidore, che gli permette di essere lanciato nel mondo professionistico nel 2006, nonostante la giovane età: prima un Mondiale Under 17, poi la chiamata dei Red Bulls di Bruce Arena, dove si mette in evidenza, segnando 3 gol in 7 partite.

Ma è il 2007 l’anno della consacrazione, con un Mondiale Under 20 vissuto da assoluto protagonista, nonostante la presenza in squadra di quel Freddy Adu che tanto bene sta facendo nel Benfica. Un torneo da ricordare per lui, con la squadra portata ai quarti di finale a suon di gol (terzo nella classifica cannonieri, dopo Sergio Aguero e Adrian Lopez). Una convocazione anche nella nazionale maggiore a novembre dello scorso anno, per un’amichevole contro il Sudafrica, a testimonianza dell’enorme potenziale di questa giovane promessa per cui si sprecano i paragoni.

C’è chi lo accosta a George Weah per quel suo fisico potente ed agile, molto forte di testa e dotato di tecnica straordinaria, soprattutto palla al piede e nei tiri dalla distanza. Il Real lo segue da tempo per farne un erede di Raul e Van Nistlerooy, in un progetto di svecchiamento della squadra. Non è escluso comunque che possa finire nel Salisburgo Red Bull, attualmente allenato dal nostro Giovanni Trapattoni. Attualmente il suo costo si aggira attorno ai dieci milioni di dollari, ma chissà che da qui alla scadenza del contratto (nel 2009) la sua valutazione non possa crescere ancora.

Per ora ci accontentiamo di vederlo giocare dall’altra parte dell’oceano, ma il suo futuro è più che mai europeo, potete starne certi.

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