Da Fae a Cissè: le mille storie della Coppa d’Africa

di Gioia Bò Commenta

Affascinante la Coppa d’Africa sia per la curiosità di vedere i passi avanti fatti nel calcio da paesi smembrati dalle squadre europee, sia per le vicende curiose che riguardano molti nazionali. Ogni squadra ha la sua piccola-grande storia da raccontare in un calcio che vede partire i talenti sin da ragazzini, per perderli a volte definitivamente.

E’ il caso per esempio di giocatori partiti giovanissimi per la Francia, a causa di vicende che riguardavano ben poco il calcio e poi fatti esordire nelle nazionali giovanili, con scarsa possibilità di giocare in seguito per il proprio Paese d’origine. Questo diceva la legge della Fifa che impediva di tornare indietro a chiunque avesse collezionato almeno una presenza con la maglia di un’altra nazionale. Alcuni sono stati fortunati come Vieira, Makelele, Desailly che sono addirittura riusciti a vincere un titolo mondiale con la nazionale francese, altri sono stati scartati e gli è stata negata di fatto la possibilità di partecipare a grandi avvenimenti e di aiutare il proprio paese che li avrebbe riaccolti a braccia aperte.

Per fortuna anche la Fifa si evoluta ed ha dato il nulla osta necessario per consentire ai giocatori africani e non solo di poter tornare a giocare con la maglia della propria nazionale.


E così per esempio la Costa d’Avorio potrà riavere il suo Emerse Fae (nella foto), vincitore del Mondiale Under 17 con la Francia nel 2001 e poi non esploso abbastanza da essere convocato per la nazionale maggiore, ma che in patria può dare il suo contributo, vista la scarsità di piedi buoni. Stesso discorso per il tunisino Chikaoui Ben Saada, compagno di squadra di Fae, in quella Francia di ragazzini terribili che francesi non erano (almeno non tutti).

E non solo nomi sconosciuti alle grandi platee, ma anche ex nazionali francesi di spicco, come Freddy Kanouté, ora al Siviglia, ed il probabile prossimo juventino Momo Sissoko. Entrambi giocano nel Mali, per una scelta di vita che ricorda molto quella che fece a suo tempo George Weah, che pur avendo la possibilità di essere naturalizzato francese, preferiva giocare per la sua Liberia.

E di storie come queste se ne potrebbero raccontare ancora molte, visto che almeno 29 calciatori convocati per la Coppa d’Africa sono nati in Europa. Tra questi persino un italiano, Karamoko Cissè, nato Vicino a Bergamo e quindi italiano a tutti gli effetti. Gioca nel Verona, ma ha deciso di rispondere alla convocazione del Paese dei sui genitori, la Guinea.
A fargli compagnia in questo viaggio di ritorno verso la terra d’origine un tedesco, un olandese, uno svizzero ed un uzbeco, oltre ad una lunga lista di francesi.

Storie da raccontare per questi ragazzi che amano la propria terra e sono fieri di indossare la maglia del proprio Paese. Dovrebbero essere presi ad esempio da chi, in quest’altra parte del mondo, rinuncia a servire la Nazionale perché stanco o troppo impegnato.

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