Abramovich fa la lista della spesa

di Marco Mancini 1

Negli ultimi 5 o 6 anni quando si pensava ad un giocatore che dovesse cambiar maglia per un grosso quantitativo di denaro, si pensava subito al Chelsea. Da quando Abramovich ha preso in mano la squadra londinese ha speso centinaia di milioni per acquistare i più forti calciatori da ogni angolo del mondo. Ma non sempre essi si sono rivelati utili alla causa. Anzi, delle volte si sono rivelati anche dannosi (vedi Sheva).

E allora il presidente russo, poco abituato alle sconfitte, dopo le numerose umiliazioni subite negli ultimi tempi (sconfitta in finale di coppa di lega contro il Tottenham ed eliminazione da parte del Barnsley dalla Fa Cup), ha deciso di invertire la tendenza. Mezza squadra sul mercato, per un valore stimato intorno agli 80 milioni di euro.
Non è impazzito il boss di Gazprom, ma ha intenzione di rifondare la squadra, mandando via i giocatori scontenti per fare cassa (termine per lui nuovo) ed acquistare giovani motivati.


Il consiglio che diamo al presidente è di lasciare un pò mano libera al proprio direttore sportivo, perchè vista la lista degli uomini sul mercato, decisa da lui personalmente, crediamo che forse stia esagerando.
Il primo nome che spicca è quello di Didier Drogba. L’ivoriano che negli ultimi tre anni ha retto quasi da solo l’attacco dei blues è sul piede di partenza, per la gioia di Galliani che la scorsa estate ha fatto carte false per averlo. Il costo del suo cartellino è di 26 milioni, ma solo la dote che la punta porta in fatto di gol in Champions League fa pensare che forse il suo prezzo dovrebbe essere come minimo raddoppiato.

L’altro nome che risulta incomprensibile è quello di Frank Lampard. La scorsa estate Ranieri ha fatto di tutto per portare il centrocampista a Torino, ma proprio Abramovich si oppose, adducendo al fatto che l’inglese fosse il perno del centrocampo del Chelsea. Probabilmente in questo caso conterà molto la volontà del calciatore, attratto dall’ipotesi di Mourinho sulla panchina del Barcellona, e dalla voglia di seguire il suo mentore. Ma intanto la Juve sta a guardare.

Finalmente anche Shevchenko potrebbe lasciare la sua gabbia dorata, in cui ormai è considerato la quarta punta, se non la quinta. Dopo l’umiliazione di essere mandato a giocare nel Chelsea B, Andriy ha abbandonato l’idea di sua moglie di rimanere a Londra a vita, e farà di tutto per tornare in Italia, dove il pubblico rossonero lo accoglierebbe come un eroe.
Ritorno in Italia anche per Cudicini. Il portierone del Chelsea che aveva lasciato il suo paese 9 anni fa potrebbe fare le valigie ed approdare in serie A, in una squadra che finalmente lo tratterebbe come merita, e non solo come la riserva di Cech. Ancora però non ci sono nomi certi dei club interessati.

Ma a cambiar maglia non saranno solo calciatori che militano nei blues da tante stagioni e che si sono stancati della vita londinese. Infatti sulla “lista della spesa” ci sono anche Florent Malouda e Juliano Belletti, per i quali complessivamente il Chelsea aveva sborsato oltre 18 milioni di euro quest’estate, e che adesso potrebbero partire per meno della metà, vista la stagione disastrosa appena disputata.
A loro si aggiungono anche nomi di seconda fascia come Claudio Pizarro, Sidwell e Ben Haim, e probabilmente anche uno dei centrocampisti considerati tra i più forti al mondo, Claude Makelele, in scadenza di contratto, che non ha alcuna intenzione di rinnovare.

Abramovich ha poi promesso di aggiungere ai soldi delle varie cessioni altro denaro, arrivando a circa 100 milioni da spendere nell’arco di due mesi. Ma non ha specificato chi sarà il fortunato che li avrà a disposizione. Infatti la posizione di Grant è molto dubbia, dato che l’eliminazione dalle due coppe nazionali (che vengono considerate molto di più di come viene considerata da noi la coppa Italia) pesa molto, e il fatto di essere a 8 punti dal vertice della classifica, anche se con due gare da recuperare, non gli fa dormire sonni tranquilli.
Solo una vittoria in Champions o un miracolo in campionato potranno salvare la panchina del tecnico israeliano.

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