La favola di Ivan Klasnic

di Gioia Bò Commenta

Una favola a lieto fine, di quelle che scaldano il cuore e fanno bene al calcio.
E’ la favola di Ivan Klasnic, tedesco di nascita che sceglie di giocare per la Croazia, nazione che lo ha visto crescere e muovere i primi passi su un campo di calcio.

Di certo un buon attaccante, spalla di Klose nel Werder Brema, con prestazioni di discreto livello. Una vita come quella di tanti colleghi, poi improvvisamente il buio: una grave malattia renale ne mette in pericolo non solo la carriera calcistica, ma la stessa vita.

Occorre un trapianto urgente e Ivan ritrova la speranza grazie al rene donatogli dalla madre. Sembra finito il calvario e invece, come spesso accade in questi casi, c’è una crisi di rigetto. Doppio sconforto, ora occorre un altro rene compatibile e le speranze sono ridotte veramente al lumicino. Il 23 marzo gli viene trapiantato il rene del padre e Klasnic può tornare ad essere un uomo sano e chissà forse anche un calciatore. Terapie e riabilitazione non ne fiaccano la volontà e ad 8 mesi dall’intervento è tornato in campo a fine novembre per dimostrare che è ancora l’Ivan Klasnic di un anno fa.

Ieri sera la ciliegina sulla torta, l’apoteosi al Werserstadion: standing ovation per la sua doppietta nella vittoria 5-2 contro il Leverkusen, che proietta il Werder Brema in testa alla classifica della Bundesliga.

L’augurio è di tanti altri successi, anche se la tua partita più importante l’hai già vinta. Bentornato Ivan!

 

 

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