Huntelaar-Fenerbahce e l’effetto domino

 Si sa sono sempre gli attaccanti a tenere banco nel calciomercato. Molti voci si rincorrono su trattative, ammiccamenti e semplici richieste di informazioni. Quest’anno, con molte squadre in difficoltà economica, la cessione/acquisto di un bomber potrebbe scatenare un effetto domino.

Il Milan deve risolvere il nodo Huntelaar, su cui c’è il Fenerbahce che sarebbe pronto a offrire 2o milioni di euro. Con la cessione dell’olandese, i rossoneri, per ora immobili sul mercato, potrebbero acquistare Matri del Cagliari.

Il giocatore rossoblu è entrato anche nel mirino della Sampdoria, che lo vorrebbe in blucerchiato se dovesse partire Pazzini, destinazione Juventus.

Mexes: la Juventus vuole il francese

 Mexes è tornato di moda in casa Juventus. Il difensore della Roma, a cui scade il contratto il 30 giugno 2011, può lasciare la Capitale, visto l’interesse dei giallorossi per riscattare Burdisso, che in questa stagione ha relegato Mexes in panchina.

Il ds juventino Marotta ne ha già parlato con l’omologo romanista Pradè, che vuole monetizzare dalla cessione del giocatore per arrivare all’argentino dell’Inter.

Argentina – Messico 3-1 – Mondiali 2010

L’Argentina batte il Messico e raggiunge la Germania ai quarti di finale. La gara era una sorta di rivincita per i messicani, eliminati quattro anni fa dai mondiali tedeschi proprio dall’albiceleste, costretta in seguito ad arrendersi ai padroni di casa. I tricolor giocano senza timori reverenziali nei confronti della squadra di Maradona e si rendono pericolosi nei primi minuti di gioco, prima con Salcido che coglie una traversa dai trenta metri, poi con Guardado che spedisce di poco a lato.

L’Argentina non sta a guardare e cerca il possesso palla, in attesa dell’occasione giusta per portarsi dalle parti del portiere avversario. Ma per sbloccare la gara occorre un errore del guardalinee italiano Ayroldi, che non vede il fuorigioco di Tevez sul passaggio di Messi e induce Rosetti a convalidare la rete. Vibranti le proteste messicane di fronte all’evidente “furto”, ma alla fine dei giochi l’Argentina conduce per una rete a zero.

Germania – Inghilterra 4 – 1 – Mondiali 2010

Germania-Inghilterra non delude le aspettative, e si candida a partita più divertente del Mondiale. Accade veramente di tutto, specialmente nel primo tempo, ma se i tedeschi possono raggiungere i quarti di finale, devono ringraziare la difesa inglese, forse addirittura peggiore di quella italiana.

La gara inizia con ritmi bassi con le due squadre che si studiano e cercano i punti deboli, ma la poca lucidità difensiva degli inglesi viene quasi subito a galla. Nonostante siano gli uomini di Capello a tenere in mano il pallino del gioco, sono i tedeschi ad avere le occasioni migliori, e così al 20′ arriva il primo gol. Lo segna Klose ma la responsabilità è tutta di Upson che su un tiro da 70 metri lo tiene in gioco e se lo lascia sfuggire, perdendo il contrasto e permettendo all’attaccante del Bayern di trafiggere in spaccata James. E’ solo l’inizio perché la difesa inglese sbanda pericolosamente, e dopo 10 minuti arriva la seconda rete. Ancora un contropiede, Muller vede Podolski liberissimo sulla sinistra e gli serve un pallone d’oro che il calciatore del Colonia infila tra le gambe di James.

Europei 2012, parte l’avventura di Prandelli

Era convinto di potersi fare qualche giorno in più di vacanza, ma l’uscita precoce degli azzurri dal Mondiale costringerà Cesare Prandelli a cominciare molto presto il suo nuovo lavoro da ct. Per sua fortuna le prime due partite della qualificazione agli Europei saranno anche le più semplici, contro Estonia e Far Oer, e quindi ha tutto il tempo per effettuare gli esperimenti, ma in ogni caso pare avere già le idee abbastanza chiare: prima di tutto abbassare la media d’età.

La prima partita di qualificazione sarà il 3 settembre, e per allora l’ex allenatore della Fiorentina ha intenzione di puntare su un mix di giovani e veterani, tagliando solo quelli che, per motivi prevalentemente anagrafici, non saranno disponibili fra due anni.

Usa – Ghana 1 – 2 (d.t.s.) – Mondiali 2010

Sarà il Ghana l’avversaria dell’Uruguay nel primo quarto di finale, dopo una lunga partita durata 120 minuti in cui entrambe le squadre avrebbero meritato di passare il turno. Gli Stati Uniti non possono quindi ripetere l’exploit dello scorso anno alla Confederations Cup, ma dopotutto sono sembrati molto meno in palla di quella formazione.

La gara è piuttosto interessante, senza grandissime occasioni, ma con un ritmo che avrà di certo fatto piacere ai tifosi collegati con il Sudafrica. Più che altro il merito è di Boateng, il quale dopo soltanto 5 minuti sblocca la gara. Il centrocampo statunitense perde una palla incredibile a centrocampo e con due passaggi il Ghana arriva al limite dell’area. Il tiro del calciatore del Portsmouth è da 10 e lode, forte e precisissimo, che supera Howard e prende il giro giusto per infilarsi a fil di palo. Da quel momento in poi le squadre si affrontano a viso aperto, e creano un’occasione rilevante per parte, ma i portieri sono bravi a chiudere lo specchio.

Uruguay – Corea del Sud 2-1 – Mondiali 2010

La fase finale della Coppa del Mondo entra nel vivo con le gare ad eliminazione diretta valide per gli ottavi. Le prime a trovarsi di fronte sono state Uruguay e Corea del Sud, che hanno dato vita ad una partita interessante con diverse occasioni da gol da una parte e dall’altra. Meglio gli asiatici nei primissimi minuti di gioco con Park  Chu-Young che calciava una punizione sul palo della porta difesa da Muslera.

Ma tre minuti dopo era la Celeste a passare in vantaggio, grazie a un destro di Suarez ben imbeccato da Forlan, non senza responsabilità del portiere avversario. L’Uruguay forte del vantaggio giocava decisamente meglio della Corea, sebbene la migliore occasione sia capitata sui piedi dello stesso numero 10 asiatico, che calciava di poco fuori dallo specchio della porta.

Il rientro degli azzurri tra contestazioni e accuse

Dopo l’amara eliminazione dalla Coppa del Mondo, la comitiva azzurra ha fatto ritorno in Italia questa mattina poco prima delle otto. Niente scene simili  a quelle che seguirono la disfatta contro la Corea del Nord nel 1966, ma di certo non si può parlare di accoglienza calorosa. Il volo charter proveniente da Johannesburg ha fatto scalo a Roma, dove sono scesi alcuni dei 23 azzurri, Marcello Lippi e qualche membro dello staff, prima di proseguire per Milano, destinazione di un’altra fetta della comitiva.

L’atmosfera era quasi surreale, ben lontana da quella del 2006, con pochi tifosi ad attendere gli “eroi” e qualche urla di protesta (“vergogna” la parola più gettonata). Qualche incoraggiamento solo per Daniele De Rossi, che ha risposto elargendo sorrisi, mentre gli altri sono passati dall’aereoporto di Fiumicino nella quasi totale indifferenza, circondati da un cordone di agenti.