Calcio tatoo: Marco Materazzi

di Redazione 2

Se si dovesse scegliere il calciatore più tatuato della serie A, potremmo assegnare lo scettro a Marco Materazzi. Si sa che i calciatori sono molto superstiziosi, e il difensore dell’Inter non è da meno. Il suo numero di maglia è il 23, e i suoi tatuaggi…sono 23.
Il più bello, e qui c’è un po di orgoglio nazionalista, è quello sulla coscia sinistra: la Coppa del Mondo, con la scritta Berlino e la data della finale, giusto per non dimenticarsela. Non è un caso che si sia fatto questo tatuaggio proprio sulla gamba sinistra. Infatti è quella con cui ha calciato il rigore nella finale. A questo è accompagnato il doppio tatuaggio delle stelle su entrambe le spalle, al cui interno ci sono 20 e 06, a rimarcare l’anno di vittoria del mondiale.


Probabilmente per lui il più importante è il nome della moglie, con la scritta “Daniela I belong” (appartengo a Daniela), scritto sul polso destro, insieme ad una farfalla (che dovrebbe simboleggiarla) e appena sotto lo scudetto, il suo primo scudetto, tatuato sul bicipite destro, con la data della vittoria: 22-4-2007. Importantissimi per lui naturalmente anche i nomi dei figli: Anna (sul collo) e Davide e Gianmarco sul braccio sinistro, lo stesso in cui compare il tatuaggio più famoso, il Lion con la sua data di nascita in numeri romani.
Per concludere i tatuaggi “familiari”, lungo tutta la schiena compare la scritta “Marco e Daniela” in verticale, intervallato da fiori. Ai due lati della scritta compaiono due ali, segno dell’amore che fa volare.
Ma non solo disegni di famiglia. Infatti sul petto compaiono anche disegni “artistici”, come l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, sullo stomaco, e Toro Seduto, sul pettorale destro. Per finire abbiamo anche dei tribali, che vanno molto di moda tra i calciatori, che compaiono in tutta la loro bellezza sull’avambraccio sinistro, sulla parte alta dello stesso braccio con una stella, il sole, alcuni ideogrammi cinesi e l’immancabile numero 23.
Mentre sull’altro braccio ci sono un vichingo e una fascia indiana. In tutto questo Materazzi si permette anche di fare il filosofo, facendosi tatuare su entrambe le braccia la frase “Se un problema non si può risolvere, a che serve preoccuparsi?”. Bè, ognuno si sceglie la sua filosofia di vita.
Se ce ne è sfuggito qualcuno, perdonateci, ma nella cartina geografica della pelle di Materazzi, veramente c’è da perdersi.

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