
Chi sta con Totti e chi con l’allenatore, chi con Sabatini e chi con Baldini. E tutto per qualche piccolo tornaconto personale: dico che sarebbe il caso di smetterla con queste fazioni, stare uniti tutti attorno alla Roma
parla da capitano Daniele De Rossi in uno sfogo nel ritiro della nazionale, in merito a ciò che sta accadendo a Roma in questi giorni. La città è in subbuglio perché, nonostante alla fine il calciomercato possa essere giudicato soddisfacente, non si può dire altrettanto dell’atmosfera che si respira nella società.
L’ultima bomba l’ha fatta esplodere Walter Sabatini, il quale ha dichiarato:
La situazione sta distruggendo la squadra. Siamo in una fase di stallo, pericolosa, come quella di un aereo che così rischia di precipitare. Non possono esserci giocatori intoccabili, Totti deve sopportare in un’altra maniera le esclusioni. Deve mettere da parte qualsiasi forma di vanità, in modo da aiutare il gruppo. Francesco deve sopportare e aiutare l’allenatore. Magari può trarre vantaggio giocando solamente 20 partite. Non può far passare il messaggio del calciatore che brucia gli allenatori, con il timore che chi tocca il filo muore.
Lo sfogo è venuto dopo le tante polemiche seguite alla doppia partita contro l’Europa League in cui Totti non ha giocato complessivamente nemmeno 90 minuti. Una situazione che non si era mai venuta a creare negli anni precedenti in cui giocava anche con una gamba sola. Si sa che il capitano è l’anima della squadra e che per i tifosi la Roma è lui, ma Luis Enrique non ragiona “all’italiana” con il cuore del tifoso, ma ha una visione più distaccata, fa giocare solo chi è in forma, ed anche se questo è Okaka o Caprari, è sempre meglio di un calciatore non al 100%, che sulla maglia ha scritto “Totti”.
De Rossi si è schierato ovviamente con il suo capitano, chiedendo rispetto per lui perché, dopo Baggio, è il più grande giocatore italiano della storia, ma ciò di cui ora hanno un po’ tutti paura è che anche Luis Enrique, come Ranieri e altri prima e dopo di lui, salti a causa delle divergenze con il Pupone.
Non possiamo distruggere Luis Enrique, per far venire un altro che poi verrà distrutto a sua volta. L’allenatore deve poter lavorare serenamente, questa situazione intimidisce il resto della squadra. Ma perché l’Olimpico ha massacrato Luis Enrique per il cambio di Totti? Quando Guardiola sostituisce Messi il Camp Nou non fa una piega…
Parole sulle quali riflettere.