Pierluigi Collina e le regole da modificare

di Gioia Bò Commenta

Lo stato di salute è buono, gli arbitri stanno cercando di migliorare attraverso il lavoro. Ed è questa l’unica strada percorribile.

Parole e musica di Pierluigi Collina, chiamato a rispondere a domande sulla situazione arbitrale in Italia, messa a dura prova nelle ultime settimane da episodi controversi. L’ex arbitro numero uno al mondo non può far altro che attenersi al regolamento, ricordando come sia difficile nel calcio moderno stabilire, ad esempio, se un fallo di mano sia volontario o meno.

Il regolamento è chiaro e lascia discrezionalità all’arbitro. L’articolo 12 parla di volontarietà, quindi un fallo di mano è da fischiare solo se questo è volontario ed è difficile in campo stabilirlo. Lo stesso regolamento fissa dei parametri. Prima di tutto bisogna osservare il movimento del braccio, ovvero se è questo che va verso il pallone o viceversa, quindi la distanza, per cui se è breve non c’è il tempo per reagire. Infine da osservare la posizione delle mani e delle braccia e le linee guida Uefa parlano di posizione naturale ovvero legata al gesto tecnico che un giocatore sta compiendo, quindi non si parla di braccia larghe o strette ma di movimento naturale. Il calcio si gioca con tutte le parti del corpo escluse braccia o mani che consentono però al giocatore di avere equilibrio.

Insomma, comunque la si giri, l’arbitro ha sempre ragione, almeno fin quando sarà in vigore la regola della discrezionalità. Resta il fatto che anche uno come Collina ammette la necessità di regole che aiutino gli arbitri nel loro non facile mestiere. A questo proposito, non disdegna affatto l’idea di più arbitri in campo, per limitare al minimo la percentuale di errore:

Il doppio arbitro? Questa sicuramente è una idea a cui Platini tiene molto. L’idea iniziale prevedeva due assistenti e per fortuna è stata cambiata. Il presidente Abete ha confermato la disponibilità a sperimentare laddove l’Ifad dovesse decidere di proseguire con questa sperimentazione in Italia e credo che questa sia una grande opportunità per il calcio italiano. Ho parlato con arbitri che hanno fatto questa sperimentazione e mi hanno detto che la sensazione era di avere maggiore controllo su quello che succedeva nelle aree di rigore e che comunque la decisione veniva presa da uno solo, il capo arbitro.

Raddoppiare gli arbitri per dimezzare le polemiche? Potrebbe essere una buona soluzione, purché ci sia sintonia tra i due fischietti in campo. Intanto l’International Board nella prossima assemblea di sabato potrebbe dare il via libera all’introduzione del cartellino arancione, per quei falli che non possono essere sanzionati con un’espulsione, ma abbastanza gravi da far ritenere blanda la sola ammonizione.

Il calcio sembrerebbe pronto per l’ennesimo cambiamento, ma ricordiamoci comunque che c’è sempre e solo uno che decide e che quel qualcuno è un uomo con tutti i suoi limiti.

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