Alex Ferguson contro i procuratori

di Gioia Bò Commenta

I giocatori di oggi permettono agli agenti di vivere nelle loro tasche. Wes è stato con noi da quando aveva dodici anni, ma questi personaggi vivono la vita per i calciatori e, se loro sono contenti di continuare così, avranno ciò che cercano.

E’ l’ultima invettiva di Sir Alex Ferguson, che di recente sembra essere più nervoso e scontroso del solito, lanciando le sue ire verso chiunque gli si pari di fronte. E così, dopo aver tuonato contro i calciatori per i noti fatti della festa a luci rosse e contro il pubblico, reo a suo avviso di aver trasformato ogni partita dei Red Devils in un funerale, stavolta se la prende con i procuratori e promette battaglia.

A provocare la rabbia del tecnico, il ritardo nel rinnovo del contratto di Wes Brown, che su consiglio del suo agente starebbe giocando al rialzo con i dirigenti del Manchester United, non accettando la già vantaggiosa offerta di 50 mila sterline a settimana. Una mossa scorretta a detta dell’allenatore, che ora ha intenzione di portare avanti una vera e propria crociata contro la figura dell’agente.


Procuratori nel mirino, dunque, ma già da questa parte della Manica qualcuno anni fa aveva lanciato l’allarme, lamentandosi del cambiamento in negativo del calcio da quando è apparsa questa nuova professione. Giovanni Galeone, uomo vero senza peli sulla lingua, aveva avvertito:

Non c’è più il rapporto diretto, i calciatori hanno un potere contrattuale troppo grande, l’organigramma di una società non conta più. In questo calcio non mi ritrovo assolutamente. Non è più bello come una volta. Ho rifiutato una panchina per non sentirmi schiavo dei procuratori, che hanno rovinato lo sport più bello del mondo.

Parole sante, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e ricordare che in passato i giocatori venivano utilizzati come merce di scambio ed erano le società che definivano le trattative, praticamente a senso unico, lasciando sul contratto solo lo spazio per la firma. L’unico in passato che si è potuto permettere il lusso di “pretendere”, è stato Johan Cruijff, nel suo passaggio dall’Ajax al Barcellona, ma si trattò di un caso eccezionale.

Persino i campioni del mondo Zoff, Tardelli e Gentile dovettero sottostare alla legge che voleva i presidenti “padroni”, quando, subito dopo il Mondiale di Spagna, chiesero un adeguamento del contratto. La società non li accontentò e loro per protesta si rifiutarono di scendere in campo.

Oggi una situazione del genere sarebbe fantascientifica, visto che basta una buona prestazione o un gol per far aumentare il valore economico di un calciatore. E questo proprio grazie al procuratore, che ha il compito di stipulare i contratti, trattare con gli sponsor e occuparsi dello sfruttamento di immagine del suo assistito. Ormai è una figura fondamentale nel mondo del calcio e, nonostante le ire di Ferguson, non se ne può più fare a meno.

Hanno rovinato il calcio? Forse si, ma hanno fatto ricchi i calciatori!

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