Premier League: Rooney a rischio squalifica per bestemmie, ma il suo Manchester United va

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Corre come un treno il Manchester United in Premier League. Va così forte che delle volte non si riesce a star dietro alla sua locomotiva, Wayne Rooney, che però rischia pericolosamente di deragliare. Dopo gli scandali sessuali, eccone un altro che probabilmente in Italia non avrebbe fatto scalpore, ma nel Paese del puritanesimo pesa come un macigno: una serie di parolacce scandite di fronte alla telecamera durante un’esultanza talmente evidenti che persino i commentatori di Sky inglesi hanno dovuto chiedere scusa al pubblico per averle mandate in onda.

Il bad boy inglese si è giustificato affermando che era uno sfogo dovuto all’eccitazione per la tripletta rifilata al West Ham, ma la federazione britannica non sembra volergliela far passare liscia, e pare stia decidendo di squalificarlo per due giornate. L’importante però è che i Red Devils sono riusciti a superare l’ostacolo West Ham a Londra, ma soprattutto ad allontanare le inseguitrici Arsenal e Chelsea.

I Gunners infatti vengono bloccati sullo 0-0 dal Blackburn, mentre gli uomini di Ancelotti si fermano sul campo dello Stoke City, vedendo lo United allontanarsi rispettivamente di 7 e 11 punti, anche se entrambe hanno una partita da recuperare sugli uomini di Ferguson. Ma la notizia del giorno è il ritorno in corsa del Manchester City che, superato il problema Balotelli, almeno dal punto di vista psicologico (l’ex interista ha giocato tutta la partita), fa a pezzi il Sunderland. Finisce 5-0 al City of Manchester con 5 marcatori diversi, tra cui il redivivo Vieira entrato appena un minuto prima, ed oltre alla grande prestazione, a pesare è ora il sorpasso effettuato proprio ai danni del Chelsea al terzo posto che vale l’accesso diretto alla Champions.

Con il pareggio in casa del Wigan, il Tottenham dice probabilmente addio in via definitiva alla prossima Champions League, ormai lontana 5 punti, mentre il Liverpool deve registrare l’ennesimo stop (il decimo su 16 partite fuori casa), anche se mantiene comunque salda la sesta posizione.

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