Che fine ha fatto Maurizio Ganz?

A Milano lo chiamavano (scusate se non è scritto perfettamente) “El segna semper lu“, in dialetto milanese “il segna sempre lui”, perché c’è stato un periodo, tra il ’95 ed il 2000, in cui con le maglie di Inter e Milan segnò tantissimo, e soprattutto tanti gol decisivi. Considerato uno dei migliori attaccanti italiani però, stranamente non conosce mai la nazionale, e viene velocemente dimenticato quando nello scenario italiano compaiono fenomeni come Ronaldo e Zamorano nell’Inter e Bierhoff, Leonardo e Shevchenko nel Milan.

Forse questo essere messo in secondo piano dietro questi grandi calciatori l’ha un po’ limitato, ma non si può certo dire che Ganz abbia avuto una carriera minore. Nonostante abbia cambiato 14 volte maglia in 20 anni di carriera, ci si ricorda soltanto di quelle delle milanesi, e della promozione ottenuta con l’Ancona. Ma poi è scomparso dai nostri campi e dalla mente dei tifosi.

Marcello Lippi a ruota libera da Fazio

I gay nel mondo del calcio, la debacle delle italiane in Europa, i colleghi allenatori: questi ed altri i temi toccati da Marcello Lippi nel corso della sua lunga intervista a Fabio Fazio. Ospite della trasmissione Che tempo che fa, il commissario tecnico della Nazionale Italiana non si è tirato indietro di fronte alle domande del conduttore, accettando di discutere anche di argomenti delicati come, appunto, quello dell’omosessulità nel circo calcistico:

Non ho mai conosciuto omosessuali nel mondo del calcio, ma se un giocatore venisse da me a dirmelo, gli direi di vivere la sua vita come vuole, senza però dirlo ai compagni. E’ difficile confessare di essere gay in una squadra di calcio.

Questo il pensiero del tecnico viareggino, chiamato a ribadire un concetto già espresso qualche mese fa, quando gli veniva domandato se avesse avuto difficoltà a convocare un giocatore di tendenze omosessuali.

Mourinho detta la condizione per rimanere: un calciomercato da 100 milioni di euro

Che Mourinho fosse sempre più vicino all’addio alla panchina nerazzurra, lo si sapeva già, ma che Moratti non volesse fare l’errore dei decenni passati, e cioè cambiare un allenatore all’anno, erano in pochi a sospettarlo. Ed invece sembra che, se lo Special One se ne vuole andare, Moratti è intenzionato a fargli rispettare il contratto fino alla fine, anche perché l’unica alternativa sarebbe ritornare da Mancini a chiedergli scusa, e si sa che questo avverrà molto difficilmente.

Per questo, secondo i soliti ben informati, il tecnico portoghese sembra aver presentato al suo presidente un buon motivo per trattenerlo a Milano, anzi nove buoni motivi. Sarebbero i calciatori che vuole per la prossima stagione, e che serviranno per far diventare l’Inter quella corazzata sognata anche da Moratti stesso, in grado di calpestare gli altri club in Europa.

Mourinho verso il Real Madrid

Era arrivato in Italia con l’obiettivo di conquistare quella Coppa che manca ormai  nella bacheca dell’Inter da ben 44 anni. E invece eccolo qui lo Special One, deluso e deludente, incapace di far meglio del suo predecessore e, dunque, fallito. A chi dare la colpa?

Inutile perdersi in esercizi di critica, dando addosso ad una squadra costruita ottimamente per la supremazia in campionato, ma che mostra falle incolmabili allorché l’avversaria di turno parla un idioma straniero. Il buon Mancio aveva i medesimi problemi ed ora si sta godendo un periodo di ferie lautamente retribuite, alla faccia di chi pensava che il problema dell’Inter fosse lui.

Mourinho non è riuscito a far meglio di Mancini ed ora in casa Inter cominciano a chiedersi cosa occorra fare per poter arrivare sul tetto d’Europa, “Comprare”: questa è la ricetta dello Special One, convinto che il patron apra i lacci della borsa e gli metta a disposizione quanto di meglio ci sia sulla piazza. Già, ma in quel caso la sua presenza non sarebbe così necessaria e basterebbe un Mancini qualunque per vincere. E allora? E allora c’è già chi sussurra che stavolta il presidente non si lascerà incantare dalle promesse, “costringendo” Mourinho a voltarsi verso altri lidi per appagare la sua fame di successo. Tempo fa si era parlato di un ritorno in Inghilterra (Liverpool o Manchester), ma stamattina dalla Spagna arriva un’ipotesi ancor più clamorosa: Mourinho potrebbe finire al Real Madrid!

Fantacalcio: Inter senza difesa, Roma senza mezza squadra, meglio puntare su Fiorentina e Sampdoria

Le fatiche, ma soprattutto gli infortuni, delle coppe europee condizioneranno molto la prossima giornata di campionato. Come abbiamo potuto osservare negli articoli scorsi, ci ritroviamo con la Juventus in emergenza in attacco, con Trezeguet misteriosamente fuori dai titolari ed Amauri infortunato; l’Inter senza i centrali difensivi, con Cordoba e Samuel che potrebbero recuperare all’ultimo minuto stringendo i denti; e la Roma, che per adesso è l’incognita maggiore, perché ha più di mezza squadra fuori tra squalifiche ed infortuni, e non si saprà fino a pochi minuti prima del calcio d’inizio chi sarà in grado di scendere in campo.

Sicuramente queste tre saranno con il morale sotto i tacchi, e quindi puntare sui calciatori avversari potrebbe rivelarsi un’ottima scelta, soprattutto su Sampdoria e Fiorentina, due squadre molto insidiose in questo periodo, anche se non al massimo della forma.

Roma, ancora infortuni

Forse l’eliminazione dalla Champions non sarà così negativa per le gambe dei calciatori della Roma. Non bastavano le decine di infortuni di questa stagione, ma il dopo Roma-Arsenal consegna bruttissime

Juve, nasce un caso-Trezeguet

Quattro mesi di calvario lontano dai campi di gioco e dalla maglia da titolare, quella che nessuno sarebbe riuscito a strappargli, perché uno come lui in campo fa sempre comodo. David Trezeguet si è dovuto arrendere all’ennesimo infortunio, decidendo finalmente di lasciarsi operare, ma perdendo anche metà della stagione.

Ora è tornato e (giustamente) ha voglia di recuperare il tempo perduto, senza neanche aspettare la forma completa. Per lui qualche spezzone di partita ed un gol contro il Palermo, pur senza scintille e guizzi determinanti.

Nella gara di ritorno contro il Chelsea ha avuto l’opportunità di dimostrare di essere il solito Trezeguet, salvo poi essere sostituito nel corso della ripresa con Amauri, colui che ha preso la sua maglia durante la lunga assenza (e, diciamolo pure, facendolo rimpiangere solo in rare occasioni). Una sostituzione che il francese non ha affatto gradito, tanto che in questi giorni ha rilasciato dichiarazioni al veleno all’indirizzo di Ranieri, beccandosi come risposta l’esclusione dalla gara di domani contro il Bologna.

Udinese orgoglio d’Italia

Ci voleva proprio una serata così per il calcio italiano, umiliato e sconfitto ad ogni latitudine nel Vecchio continente e incapace di riconquistare la supremazia di qualche anno fa. A regalarci un sorriso è l’Udinese, dopo una sofferenza durata 85 minuti contro uno Zenit St. Pietroburgo che sembrava dover resistere ai continui attacchi dei bianconeri.

Ad onor del vero bisogna ammettere che i russi sono sembrati lontani parenti della squadra che qualche mese fa incantava l’Europa intera, conquistando una storica Coppa Uefa e battendo il Manchester United nella finale di Supercoppa. Alla vigilia sembrava che l’Udinese non avesse speranze di qualificazione, tanto che Marino predicava attenzione in modo da limitare i danni per poi giocarsi tutto nella gara di ritorno.

E invece abbiamo assistito ad una gara a senso unico, con i russi poco ispirati e per nulla pericolosi di fronte ad un’Udinese ben messa in campo e capace di proporre ottime manovre. Tutto facile dunque? No, perché fino alla fine abbiamo temuto che la sfortuna avesse preso casa in Italia, impedendo anche all’Udinese di guadagnarsi una meritata vittoria.

Coppa Uefa: tutto rimandato alle gare di ritorno

A differenza dello scorso turno, le partite di andata degli ottavi di finale della coppa Uefa non decidono nulla, anzi fanno capire quanto saranno infuocate le sfide del ritorno. Alla fine dei conti la squadra friulana è quella che esce meglio dalle gare del giovedì, in quanto in grado di contare su un bel 2-0 pulito, che soltanto qualche sciocchezza potrà rovinare nel ritorno.

Delle altre 7 partite, solo il Manchester City ha eguagliato i bianconeri, vincendo 2-0 in casa contro l’Aalborg. Il problema però è che si sa che gli inglesi quest’anno, soprattutto fuori casa, hanno enormi difficoltà, hanno numerosi problemi di testa, che li abbatte appena le cose vanno male, e sono troppo Robinho-dipendenti. Ieri il brasiliano era in gran giornata, e forse le due reti che sono arrivate sono troppo poche. Ma non è detto che al ritorno sia lo stesso. Anche perché l’Aalborg in casa non è una squadra da sottovalutare, dato che nello scorso turno ne aveva rifilati 3 al Deportivo Lacoruna.