Mourinho detta legge!

di Gioia Bò Commenta

Sarà pure antipatico ai più, ma a mister Mourinho non si può certo rimproverare la mancanza di modestia. Quasi sempre, certo. A volte tende ad esagerare, mettendosi al centro dell’attenzione e portando il discorso sul suo ego sconfinato. Ma stavolta ha fatto un’eccezione, dichiarando sin da subito che lui, Josè Morinho da Setubal, ha ancora tutto da dimostrare qui in Italia, al contrario del suo predecessore che ha già fatto la storia dell’Inter.

In Portogallo e in Inghilterra il suo nome è legato ai grandi traguardi raggiunti dalle squadre che ha allenato, ma nel Bel Paese, per ora, è arrivata solo la sua fama. Lui però ha già le idee chiare riguardo al metodo migliore per ottenere risultati anche qui e sin dal primo colloquio i suoi ragazzi hanno avuto un assaggio del programma:

Io ho bisogno che il gruppo stia con me e la pensi come me. Ho parlato con tutti, non sono un rivoluzionario: cerco gente onesta, diretta e ambiziosa. Se uno ha queste caratteristiche, lavorare con me diventa molto facile. Chiedo solo rispetto. E se qualcuno viola le regole va a casa. E in tribuna.


Così parlò Mourinho da Setubal, non ancora rassegnato all’idea di rinunciare al pupillo Lampard, per la sua prima stagione in nerazzurro. La trattativa sembra essersi arenata, ma lui dice di aver bisogno di un altro centrocampista, per avere un’Inter competitiva su tutti i fronti. Alternative? Nessun grosso nome esce dalla sua bocca, ma lascia intendere che nel campionato italiano c’è un giocatore che potrebbe fare al caso suo. L’attacco e la difesa invece sono a posto, anzi, il reparto arretrato è ancora da sfoltire e sembra che la vittima sacrificale debba essere Burdisso. Per il resto il portoghese ha sempre affermato di volere due giocatori per ogni ruolo, in modo da creare una sana competitività:

A me piace la guerra fra due che si contendono il posto da titolare. Quello dietro cercherà sempre di rubare il posto al primo che non potrà mai sentirsi appagato, altrimenti diventa il secondo.

I cosiddetti “intoccabili” sono avvisati: nessuno sconto né trattamenti di favore. Mourinho vuole vincere a tutti i costi e poco importa se il grande nome si sentirà offeso e cercherà di piantar grane. E’ il suo modo di allenare e finora sembra aver dato i suoi frutti.

L’era dei capricci è finita: ora in casa Inter si comincia a fare sul serio. Parola di Josè Mourinho!

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