Peruzzi, l’Angelo volante del calcio italiano

di Gioia Bò 2

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei “numeri 1” nella rubrica che ormai ci accompagna da qualche settimana. Non stupitevi se su queste pagine troverete sempre più spesso nomi di portieri italiani, perché in fondo l’Italia ha sempre sfornato dei veri e propri fenomeni nel ruolo, tanto che ultimamente dall’estero c’è stato un vero e proprio saccheggio di numeri uno.

Stavolta parliamo di Angelo Peruzzi, ritiratosi dal calcio giocato al termine della scorsa stagione, a causa dei continui infortuni che lo tormentavano da tempo e che gli impedivano di giocare un intero campionato ad alto livello. Il giorno dell’addio l’Olimpico era vestito a festa solo per lui, per omaggiare quel grande campione che in carriera ha vinto tutto e che ha dato molto a questo sport in termini di impegno, dedizione e professionalità.

Ben lo ricordano i grandi campioni che vestivano la maglia della Roma nei primi anni ottanta, quando l’Angelo volante giocava nelle giovanili, ma era chiamato di tanto in tanto a partecipare agli allenamenti della prima squadra. Era appena un adolescente eppure nessuno voleva giocargli contro, perché lui le prendeva tutte, ma proprio tutte, anche in allenamento, dando già all’epoca la misura di quanto contasse per lui il ruolo di numero uno.


Una macchia per lui negli anni in maglia giallorossa, quando nel ’90 venne trovato positivo alla fentermina e squalificato per metà campionato. Ma ormai nessuno si ricorda più di quell’episodio, perché Peruzzi ha avuto modo di rifarsi e di dimostrare che la sua classe non aveva bisogno di aiuti esterni. Ed il riscatto per il giovane portiere cominciò proprio l’anno successivo, quando la Juve gli diede fiducia, scegliendolo come sostituto di Stefano Tacconi.

Otto anni in maglia bianconera ed una serie interminabile di successi sia a livello italiano che internazionale, che lo elessero a miglior portiere del mondo in quel periodo. Poi un anno all’Inter ed il ritorno a Roma, sponda biancazzurra, dove si confermò uno dei migliori nel ruolo in Italia e non solo.

Dopo il ritiro si era parlato di un suo clamoroso rientro all’attività agonistica, quando lo scorso autunno il Milan sembrava interessato a sostituire Dida con un portiere che potesse dare maggiore fiducia tra i pali. E chi meglio dell’Angelo nazionale? Lui si diceva disposto a rientrare se il club rossonero si fosse fatto avanti con una proposta concreta, ma a quanto pare il buon Nelson è ancora il numero uno, mentre Peruzzi si sta godendo la sua meritata vita da pensionato.

Ma il suo futuro sarà ancora nel calcio, potete scommetterci, perché gente come lui non riesce a star lontana da questo mondo!

Commenti (2)

  1. Grande Cinghialone….e pensare che c’era chi lo metteva a confronto con quella pippa immane di Pagliuca!!!!

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