SuperMario regala la sesta coppa Carnevale all’Inter

di Marco Mancini 2

Si dice che il bello del calcio è che non sia una scienza esatta. Ma delle volte pare proprio che lo sia. Quando si hanno i fuoriclasse in squadra, prima o poi si vince. E’ la regola che segue l’Inter da un paio di anni a questa parte, non solo in campionato, ma adesso anche al torneo di Viareggio.

E’ bastato un super Balotelli per aver ragione delle altre squadre di ragazzini talentuosi, ma non poi così eccellenti. Molti sono in odore di serie A, alcuni addirittura di nazionale di categoria, ma quando hai in squadra un giocatore che segna 7 gol in 5 partite, c’è poco da competere.


E così, nemmeno a dirlo, il gioiellino italo-ghanese si è meritato il premio come capocannoniere del torneo, a parimerito con Scappini della Sampdoria. Ma il premio è andato al giocatore interista perchè più giovane di due anni.
Premio anche per un altro nerazzurro, il 16enne Mattia Destro, per il giocatore più giovane della finale.

Il sesto successo nella storia del club nerazzurro è venuto dopo una doppia finale, dato che il regolamento prevede che dopo un pareggio anche nei supplementari, la finale va ripetuta.
Sembrava non finire mai la competizione per Balotelli e compagni, dato che anche stavolta i 90 minuti e i supplementari erano finiti in parità contro un Empoli che forse meritava qualcosa di più di un secondo posto. Dell’eroe di Coppa Italia sono state le due reti durante i 90 minuti, una su rigore e una su punizione, e anche il quinto rigore nella successione perfetta dei nerazzurri, che hanno dovuto aspettare l’errore di Hemmy per poter esultare.

Ma non c’è stato solo Balotelli in questa edizione. Gli occhi dei talent scout avranno dovuto fare a meno di soffermarsi su Paloschi del Milan, ma si saranno sgranati davanti alle prodezze dei futuri campioncini di casa nostra come Caturano, il vice bomber Napoli, o del figlio dell’allenatore del Milan, Ancelotti. Ma anche promesse straniere come l’eterno talento Aubameyang, o Belec, Fatic e N’Ze, ad un passo dall’esordio in serie A quest’anno.

Speriamo che, almeno stavolta, i nostri osservatori non si lascino sfuggire i campioncini come hanno fatto con Giuseppe Rossi o Arturo Lupoli, che per trovare fortuna sono dovuti emigrare all’estero come fanno ormai molti dei nostri giovani italiani, e non solo i calciatori. O peggio lasciarsi sfuggire talenti ancora acerbi come lo era Ronaldinho, una volta nelle giovanili proprio dell’Inter, in cui veniva considerato troppo fumoso per il campionato italiano, e che adesso probabilmente tornerà, ma con un costo del cartellino che si aggirerà intorno ai 50 milioni di euro.
Per fortuna molti dei campioncini di questa edizione militano in squadre non molto rinomate come ad esempio lo stesso Empoli, arrivato meritatamente in finale, o il Vicenza, che stenta nei bassifondi della serie B, ma che con il quarto posto ottenuto nel torneo, fa ben sperare nel futuro. Ma anche Cesena e Ascoli potranno sperare nella scalata alla serie A in un futuro non molto prossimo, grazie alle ottime prestazioni dei suoi ragazzi che le hanno portate fino ai quarti di finale. E che dire addirittura della Cisco Roma, la squadra di Paolo Di Canio, che è stata eliminata agli ottavi dall’Inter, ma che nel girone ha fatto fuori squadroni come quello del Genoa e del Tottenham? Niente male per una squadra che non è mai andata oltre la serie C.

Insomma, non saranno tutti Balotelli, ma nel calcio italiano c’è molto da investire.

Commenti (2)

  1. infatti ne ha vinti 5 e nn 6!
    scommetto che è un errore studiato!

  2. sul sito della gazzetta riporta sei…e poi che significa errore studiato?

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