La moglie di Schillaci tenta il suicidio. Una bufala, sì o no?

di Alba D'Alberto Commenta

Si sa che i campioni di una volta, nel mondo del calcio, dove non riescano ad ottenere gratificazioni come allenatori o dirigenti, sono comunque “usati” dalla stampa per animare casi e gossip a buon mercato. Sembrerebbe questa l’intenzione di chi ha messo in giro la voce del suicidio della moglie di Totò Schillaci. Ma è una bufala?

Un portale online palermitano avrebbe diffuso la voce del tentato suicidio della moglie di Schillaci che avrebbe lasciato il gas aperto nella sua villa. Pronta però la smentita della famiglia che ha confermato un piccolo problema di salute per la donne, ma ha precisato che quella del suicidio sarebbe soltanto una bufala.

Rita Bonaccoso, così si chiama la donna, sarebbe in realtà la ex moglie dell’eroe di Italia ’90 Totò Schillaci. La Bonaccoso abita in una villa di via Evangelista Di Blasi a Palermo e la notizia del suicidio ha impiegato davvero poco a fare il giro del web. La cronaca corretta dell’accaduto è quella ricostruita dalla famiglia:

“La signora ha avuto un piccolo problema di salute, che è stato già brillantemente superato. La ricostruzione del tentato suicidio che è circolata nella prima serata non c’entra niente ed è completamente sbagliata: si tratta di una bufala, non c’è stato nessun tentato suicidio”.

In realtà a distanza di un giorno arriva anche la versione della Questura che non solo conferma il tentato suicidio ma spiega che non sarebbe la prima volta:

“Ieri pomeriggio la signora ha tentato il suicidio. Il tentativo è stato sventato e la signora è stata portata all’ospedale per le cure. Lì abbiamo rintracciato i familiari. Oggi si è ripetuto il gesto – spiegano -, con quattro persone, non suoi familiari, forse parte di un’associazione, che sono saliti sul tetto della villa con la signora. Uno dei quattro che la accompagnavano si sarebbe buttato benzina addosso. L’intervento della Polizia ha messo in sicurezza la zona e i cinque sono stati portati negli uffici della polizia per le verifiche del caso”.

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