Blatter contro i rigori, si cercano nuove soluzioni

di Giovanni Ferlazzo Commenta

Blatter contro i rigori che decidono qualificazioni o in certi casi assegnano coppe, come la Champions League 2012 vinta dal Chelsea, se non si è arrivati a un vincitore dopo i 90 minuti regolamentari più i 30 giri di orologio extra stabiliti dai tempi supplementari. Il presidente della FIFA è intervenuto a Budapest al 62/o congresso dell’organizzazione calcistica mondiale, ribadendo il suo personale odio contro quella che viene spesso definita una lotteria ingiusta e non equa. Per questo si stanno valutando soluzioni alternative per evitare che trofei importantissimi vengano assegnati da dieci, o più, tiri dal dischetto.

BASTA RIGORI – Una volta si procedeva alla ripetizione della partita se il risultato non aveva prodotto un vincitore. Oggi è forse una soluzione impraticabile per diversi motivi, dall’ordine pubblico a televisioni, sponsor e tanti elementi che influiscono sulle decisioni prese per il calcio moderno. Meglio risolverla subito, ma in un modo diverso dai calci di rigore. Secondo Blatter, la lotteria dei rigori finisce per snaturare il gioco del calcio e in tal senso ammette di aver già chiesto a Franz Beckenbauer, quale responsabile del gruppo di lavoro ‘Calcio 2014‘ studiato per istituire nuove regole per il calcio del futuro, di pensare a qualcosa di diverso che sostituisca i tiri dagli undici metri. Qualunque decisione venga presa in merito, comunque, non sarà di immediata applicazione.

PROBLEMA MONDIALI 2014 – Nel frattempo, nel prossimo futuro c’è da pensare anche ai Mondiali di Calcio che si terranno nel 2014 in Brasile che a quanto pare sarebbero afflitti da qualche problema organizzativo in particolar modo relativo alla costruzione degli stadi e delle strutture necessarie per ospitare una manifestazione di questo tipo. Blatter afferma però di essere totalmente fiducioso del lavoro che è in corso d’opera e sarà fatto dal governo e dal calcio brasiliano, e crede che tutto sarà pronto entro i tempi prestabili.

Photo credits | Getty Images

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