Verso Euro 2008: Austria

di Marco Mancini Commenta

La squadra meno quotata di tutto l’Europeo è sicuramente l’Austria. I biancorossi infatti si qualificano per ogni competizione con molta difficoltà, e quando ce la fanno difficilmente riescono a superare il girone preliminare. Nella loro storia gli austriaci non hanno mai partecipato ad un Campionato Europeo fino ad ora, e anche in questo, se non fossero stati gli organizzatori, credo che difficilmente si sarebbero qualificati.

Per cercare di risollevare la situazione, critica da 10 anni, da quando cioè fu eliminata dall’Italia nei mondiali del ’98, è stato chiamato Josef Hickersberger, vincitore di un campionato austriaco con il Rapid Vienna e con una piccola parentesi anche in Italia, al Parma. Hickersberger ha in un certo senso rivoluzionato la nazionale, lasciando a casa molti dei senatori e convocando più giovani dei suoi predecessori. Dei 31 calciatori convocati nel pre-ritiro ne ha fatti fuori 8, ma non tutti per scelte tecniche. Infatti ha dovuto far a meno per infortunio di Markus Weissenberger, attaccante dell’Eintracht Francoforte e uno dei pochi ad avere una esperienza internazionale degna di tal nome, e di Helge Payer, sua vecchia conoscenza del Rapid Vienna.


Ma almeno in quel reparto non avrà problemi, dato che potrà disporre di uno dei portieri più in forma del campionato italiano. Stiamo parlando di Alex Manninger, il portiere del Siena che ha fatto tanto penare l’Inter e non solo. Sarà lui a proteggere la porta degli austriaci, insieme a Macho, suo secondo, e Oezcan.

In difesa troviamo un altra conoscenza italiana. Tra i titolari infatti comparirà Garics, difensore del Napoli e rivelazione di quest’anno, considerato tra le migliori scoperte di Marino. Sull’altra fascia c’è il calciatore forse più esperto della nazionale, Pogatetz, da 3 anni nel Middlesborough e presente per 6 anni nella rappresentativa austriaca, nonostante abbia solo 25 anni. Per il resto abbiamo alcuni giocatori semisconosciuti come Stranzl (Spartak Mosca), che saranno in pochi a conoscere, e Proedl dello Sturm Graz. I restanti nomi non ci diranno granchè: Gercaliu, Hiden, Katzer e Patocka.

A centrocampo l’Austria può vantare uno dei trequartisti considerato tra le promesse per il futuro, Ivanschitz del Panathinaikos, da tenere molto in considerazione. Come è da non sottovalutare Ivica Vastic, che già ci segnò in quel 2-1 di Francia ’98. Per il resto gli altri centrocampisti giocano tutti in Austria, e quindi difficilmente i loro nomi diranno qualcosa alla maggior parte dei lettori. Personalmente mi sento di giudicare come discreti Fuchs e Korkmaz, mentre per il resto sono sconosciuti anche a me Aufhauser, Leitgeb, Saumel e Standfest.

Tra gli attaccanti l’unico ad avere un minimo di esperienza internazionale è Harnik, che gioca col contagocce nel Werder Brema. Per il resto troviamo Hoffer, Kienast e Linz.
Diciamocelo chiaramente: la probabilità che l’Austria passi anche solo il girone di qualificazione è quanto quella dell’Albinoleffe che vinca lo scudetto nei prossimi 3 anni. Certo, mai dire mai, soprattutto perchè giocherà in casa, ma prima di tutto il pubblico austriaco non è caloroso come può esserlo ad esempio quello coreano del mondiale 2002, e poi con un attacco fatto di calciatori che a malapena hanno messo il naso fuori dai propri confini, difficilmente si riuscirà anche a segnare un solo gol.

La speranza per gli uomini di Hickesberger è che, data per scontata la qualificazione della Germania come prima del gruppo B, Polonia e Croazia si suicidino (calcisticamente parlando) dimenticandosi la fase difensiva e lasciando passare comodamente la squadra di casa. L’unico punto di forza è sicuramente il portiere, che con qualche schema difensivo adatto può anche riuscire a limitare i danni. Ma se non ci si affiderà alle punizioni di Ivanschitz o a qualche invenzione di Vastic, difficilmente in Austria l’interesse per l’Europeo andrà oltre il 16 giugno.

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