Peter Schmeichel: monumento danese

di Gioia Bò Commenta

Abile, coraggioso, possente: in tre aggettivi è raccontata la storia di uno dei più grandi portieri degli anni novanta, che tanto bene ha fatto sia con le maglie dei club in cui ha militato sia in nazionale.

Stiamo parlando di Peter Schmeichel, classe 1963 sulla carta d’identità e classe da vendere tra i pali. Nacque in Danimarca da padre polacco e madre danese e solo a sette anni riuscì ad ottenere la cittadinanza del paese in cui era nato.

Dopo varie esperienze in club minori, approdò finalmente al Brøndby IF con il quale riuscirà a conquistare quattro titoli nazionali in cinque anni, mostrando doti straordinarie, tanto da farsi notare dagli osservatori del Manchester United, che lo portarono al di là della Manica per mezzo milione di sterline.


Ed è proprio con i Red Devils che Peter raggiungerà l’apice della carriera, seppure interrotta per qualche tempo da alcuni dissidi con Sir Alex Ferguson, che lo mise fuori rosa, impedendogli di scendere in campo.

Nonostante il momentaneo stop ai box, Schmeichel riuscì a togliersi parecchie soddisfazioni con la casacca del club inglese, conquistando tra l’altro 5 titoli inglesi e difendendo la porta dei Devils nel magico anno della treble (campionato, FA Cup e Champions League).

Passò poi allo Sporting Lisbona dove giocò per due anni, conquistando il titolo di campione del Portogallo nel 2000, prima di tornare in Inghilterra (ma stavolta nelle file dell’Aston Villa). Concluse poi la carriera tra i pali del Manchester City, squadra in cui attualmente gioca suo figlio Kasper.

In Danimarca è una specie di eroe, pur avendo giocato poco per le squadre locali, ma è in nazionale che Peter è riuscito a dare il meglio di sè, ponendosi come assoluto leader, soprattutto dopo il ritiro di Michael Laudrup.

C’era proprio lui a difendere la porta della Danimarca nell’estate del 1992, quando quel gruppo di ragazzi ormai in vacanza sulle spiagge di chissà quale mare vennero richiamati in tutta fretta per partecipare al Campionato Europeo. E quella che sembrava una vacanza rovinata si trasformò nella più bella estate della loro vita, con il titolo conquistato a dispetto di tutte le previsioni pessimistiche della vigilia.

E Peter Schmeichel era il numero uno di quella nazionale. Non solo come numero sulla maglia!

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