Delirio Turchia, clamoroso a Ginevra

di Marco Mancini 1

Incredibile ribaltone da parte della Turchia. In una partita in cui accade di tutto la squadra di Terim riesce a capovolgere il risultato da 0-2 a 3-2 nell’ultimo quarto d’ora, e si qualifica per i quarti di finale. I cechi, in vantaggio nemmeno tanto meritato, decidono di suicidarsi (calcisticamente parlando) rinunciando a giocare, e così il ribaltone è più che giusto.

Nell’altra gara, ormai con poca importanza, dato che sia la Svizzera che il Portogallo conoscevano il loro destino, i padroni di casa salutano il proprio pubblico con la soddisfazione di aver ottenuto una vittoria contro una delle squadre più in forma dell’Europeo, anche se imbottito di riserve. Yakin si congeda con la doppietta che porta al 2-0 finale.


Ma sicuramente la gara di giornata è Turchia-Repubblica Ceca. Già dalle premesse si capiva che non sarebbe stata una gara come tutte le altre. Entrambe le nazionali avevano, prima di questa gara, 3 punti, 3 gol subiti e due fatti. Questo significava che, in caso di pareggio, si sarebbe andati direttamente ai rigori, evento mai accaduto nella storia degli Europei. La gara comincia con due minuti di ritardo perchè un calciatore turco, ancor prima che l’arbitro fischi, ha già da cambiarsi le scarpe. Inizia la gara e le due formazioni, come prevedibile, sono molto tirate. Nessuno vuole scoprirsi e lo spettacolo ne risente. In tutto il primo tempo si registrano solo un paio di conclusioni innocue per parte, fino al gol di Koller, che lancia un missile con la testa che si infila sotto la traversa. I turchi non reagiscono e si va al riposo sullo 0-1.

La ripresa è di tutt’altro tenore. Come prevedibile, la Turchia si lancia in avanti a testa bassa, e i cechi agiscono in contropiede. Sono i turchi a rendersi più pericolosi con Tuncay e Nihat, ma al quarto d’ora i cechi approfittano dell’assenza di Emre in difesa, che era uscito per farsi medicare, e raddoppiano con un contropiede perfetto concluso da Plasil. La gara si sarebbe potuta chiudere qui, ma ecco che ricominciano le stranezze. Prima Terim fa entrare un calciatore già infortunato, Emre Asik, con una vistosa fasciatura in testa; poi all’arbitro si rompe la bandierina e ci si deve fermare per un paio di minuti; e ancora i cechi si chiudono in difesa, sicuri del passaggio del turno, e Turan, un difensore, riapre la gara, grazie ad una difesa un pò insonnolita. I turchi si rilanciano in avanti, si gioca ad una sola porta, e a furia di provarci ci riescono. Un innocuo cross di Altintop a 3 minuti dal novantesimo diventa un’arma micidiale, perchè Cech, da molti considerato anche meglio di Buffon, liscia clamorosamente il pallone, che finisce tra i piedi di Nihat che facilmente deposita in rete. Il tempo di riordinare le idee e i cechi provano timidamente ad essere pericolosi per riprendersi ciò che gli era stato tolto, ma una palla persa diventa un contropiede micidiale concluso ancora da Nihat che insacca sotto la traversa il gol della vittoria. Ma non è finita, perchè in pieno recupero il portiere Volkan perde la testa e spinge Koller che forse gli aveva detto qualcosa, l’arbitro lo espelle e in porta ci va Tuncay. Per sua fortuna non c’è più tempo, la Repubblica Ceca non riesce a tentare un tiro nemmeno da 50 metri e si va sotto la doccia, la Turchia passa ai quarti.

Nell’altra gara invece il Portogallo, già qualificato, schiera giustamente i calciatori che finora hanno avuto meno spazio. 6/11 sono riserve, mentre la Svizzera ripropone la stessa formazione delle altre gare, anche perchè ormai è inutile preservare le forze. Nonostante non ci siano titolari dal centrocampo in poi, il Portogallo dimostra tutta la sua qualità, e Nani e Quaresma mettono spesso in difficoltà i padroni di casa. Zuberbulher deve superarsi per evitare la rete avversaria (aiutato anche dalla traversa), mentre gli svizzeri si vedono solo una volta in attacco nei primi 45 minuti. L’arbitro è l’unico insufficiente in campo, dato che non concede un rigore nettissimo a Nani e poi non sanziona una gomitata di Postiga su Inler, costretto ad uscire sanguinante dall’arcata sopraccigliare, e ammonisce soltanto Ferreira per un’entrata killer su Behrami, che avrebbe anche potuto rompergli una gamba.

La ripresa si riapre ancora con i portoghesi in attacco, con Nani che colpisce il secondo legno della partita, e con Quaresma che mette ancora in difficoltà Zuberbulher, mentre gli unici pericoli per la porta di Ricardo arrivano dalla propria difesa, con Pepe che sfiora l’autogol. Inler si unisce alla festa dei legni colpendo il palo esterno, ma è solo il preludio al gol: Derdiyok si libera bene in area, serve Yakin che insacca facilmente alle spalle di Ricardo. La Svizzera è per la seconda volta nel torneo in vantaggio. L’arbitro è molto casalingo perchè, dopo non aver concesso il rigore nettissimo a Nani, lo fischia in favore di Barnetta, dopo un contatto molto dubbio con Meira. Yakin non sbaglia ed è 2-0, la gara ormai è in porto. Gli svizzeri almeno possono vantare una vittoria nel torneo di casa, meglio di così proprio non si poteva andare.

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