La Bombonera: gioiello argentino!

di Gioia Bò Commenta

Dopo la presentazione degli stadi che ospiteranno gli Europei del prossimo mese, continuiamo il nostro viaggio alla scoperta degli impianti più suggestivi del mondo. Finora abbiamo dato ampio spazio agli stadi in giro per l’Europa, dimenticando che anche in Sudamerica, ad esempio, vi sono strutture altrettanto importanti, per cui vale la pena spendere due parole.

Stavolta quindi facciamo tappa a Buenos Aires per visitare la Bombonera, uno stadio che ha fatto la storia del calcio argentino ed ha visto giocare grandi campioni di tutte le epoche, primo fra tutti Diego Armando Maradona.

Cominciamo col dire che il curioso nome dell’impianto è un realtà un soprannome, affibbiatogli da uno degli architetti ed è dovuto alla sua somiglianza con una scatola di bombones (cioccolatini), che l’architetto stesso ricevette in regalo il giorno prima dell’inaugurazione.


In realtà il suo nome sarebbe Estadio Alberto J. Armando, ma per tutti è ormai semplicemente la Bombonera, un po’ come il Maracanà in Brasile.

E’ la casa del Boca Juniors, squadra che ha dovuto girovagare parecchio nel corso degli anni venti, prima di trovare la sua sitemazione finale. Poi finalmente nel 1932 Josè Delpini, coadiuvato da Sulcis e Bes, presentò il progetto per la costruzione dell’impianto nel quartiere La Boca e qualche anno dopo venne dato inizio ai lavori.

Il risultato finale ha molte somiglianze con l’Artemio Franchi di Firenze, il cui progetto era in esposizione a Buenos Aires proprio agli inizi degli anni ’30 e non si può certo dire che Delfini e soci non abbiano preso spunto dall’opera italiana.

Nel giugno del 1940 si giocò la prima partita ufficiale sul prato della Bombonera (anche se la struttura era ancora incompleta) che vide la squadra di casa prevalere sui Newell’s Old Boys per 2-0.

Solo nel ’49 si diede inizio ai lavori che avrebbero portato tre anni più tardi al completamento dell’opera, con la costruzione del terzo anello e l’inaugurazione dell’illuminazione artificiale.

Nel 1966 infine venne ridotta la capienza di circa tremila unità, con il vantaggio però di una visibiltà migliore da parte del pubblico, aiutata anche dalla forte inclinazione degli spalti.

Da ricordare all’interno della Bombonera il Museo de la pasiòn boquense, aperto ai tour degli appassionati, dove è possibile ammirare tra i trofei del club ed i cimeli sportivi, anche la statua di Diego Armando Maradona, alta tre metri e pesante più di 300 chili.

Insomma, la Bombonera è sicuramente tra gli impianti da visitare, se vi trovate a passare dalle parti di Buenos Aires. Un pezzo di storia del calcio è stata scritta su quel prato verde!

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