Il campetto di Del Piero diventa un parcheggio

di Gioia Bò 1

Là dove c’era l’erba ora c’è una città… Così cantava Adriano Celentano ed i suoi fan ci scuseranno se prendiamo in prestito la frase per cominciare un articolo che tratta di una vicenda simile.

Eh si, perché siamo talmente abituati ad ammirare il lusso sfrenato che circonda le star del pallone, da dimenticare che anche loro hanno avuto un’infanzia, spesso modesta, tirando i primi calci su un campetto di periferia.

E allora “questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso…” a San Vendemiano, un paesotto di 10 mila anime, ben lontano dalla ribalta internazionale. E’ la storia di Alessandro Del Piero e del campetto che lo ha visto esordire una vita fa con la maglietta gialla e blu. Ora quel campetto sta per essere sostituito da un parcheggio, per la delusione dei compaesani del campione bianconero che vedono sparire un pezzo di storia sotto l’asfalto nero.

I tempi cambiano, le città crescono ed anche una frazione come quella di Saccon ha subito diversi stravolgimenti, lasciando sorgere palazzoni dove prima c’era solo erba e terra. Di qui l’esigenza di costruire un parcheggio, tra le proteste di quanti, passando nei paraggi, indicavano quel rettangolo dove Alex si allenava a diventare un mito non solo per il popolo bianconero. Come ricorda lui stesso nell’autobiografia:

Quando cominciava a venire il bel tempo, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull’albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie. E poi c’era sempre il benedetto pallone. Bellissimo.

Poi è arrivato il Padova, la Juventus, le luci della ribalta, scudetti, Coppa dei Campioni, Coppa Intercontinentale e addirittura il titolo di Campione del Mondo. Sono arrivati gli applausi dell’Old Trafford (seppure in amichevole) e quelli ancor più fragorosi del Santiago Bernabeu in una delle notti più luminose della sua carriera, quando colpiva e affondava quasi da solo il temibile Real Madrid.

Ma per i suoi concittadini resta sempre quel bambino timido che giocava con la maglia gialla e blu su un campetto di periferia. Largo al progresso, peccato però…

Commenti (1)

  1. Davvero un peccato 🙁

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