Camoranesi: risarcimento di 45000 euro per una carriera rovinata

di Marco Mancini Commenta

Si dice che la giustizia in Italia sia troppo lenta. Se un processo può durare la bellezza di vent’anni, a volte anche trenta, spesso terminando con la prescrizione, è leggittimo per noi lamentarci. Ma, come si dice, mal comune mezzo gaudio, sembra proprio che siamo in buona compagnia.
Ne sa qualcosa il centrocampista della Juventus e della Nazionale Mauro German Camoranesi. Si era dimenticato forse che 13 anni fa aveva rovinato la carriera di un suo coetaneo in un derby tra la sua squadra, l’Alvarado, e i cugini dell’Aldovisivi.

Evidentemente il centrocampista oriundo è sempre stato una testa calda, e facilmente perdeva la pazienza, anche alla tenera età di 18 anni. Forse non era casuale l’entrata killer su Pelè nei quarti di coppa Italia contro l’Inter. E stavolta al centrocampista nerazzurro è andata bene, visti i precedenti.


Il malcapitato, Javier Pizzo, ha avuto la sfortuna di trovarsi sulla traiettoria dei tacchetti di Camoranesi, riportando la rottura dei legamenti, menisco e tendine del ginocchio.
Subito denunciato alla magistratura, i suoi difensori lo avevano giustificato adducendo alla involontarietà del fallo, e alla non intenzione di far male, indicando il contrasto come un normale scontro di gioco. Fatto sta che il giudice Heber Amalfi di Mar del Plata, a 500 km da Buenos Aires, ha sentenziato che il calciatore juventino dovrà pagare 200 mila pesos (circa 45 mila euro) per risarcire i danni causati allo sfortunato calciatore dell’Aldovisivi.
La sentenza è arrivata dopo la perizia dei medici che hanno valutato del 39% la capacità del ginocchio di riprendere le sue funzioni normali, e dopo il giudizio di Amalfi che ha sentenziato solo come “imprudente” l’intervento di Camoranesi.

Dal 14 agosto 1994 Pizzo ci ha messo tre anni per ricalcare i campi di gioco, ma dopo quattro partite si è resto conto che la sua forma non era più quella del talento che era prima dell’infortunio, e ha annunciato il suo prematuro ritiro.

La sentenza era solo di primo grado, e i legali del bianconero hanno annunciato ricorso. L’impressione che abbiamo è che avrebbe fatto meglio a risarcire il suo ex avversario, dato che 45 mila euro per lui sono lo stipendio di un mese, mentre per Pizzo sarebbero valsi tanto, ed evitare che l’agonia del processo si prolungasse per chissà quanti anni, magari concludendosi con la sentenza di colpa per Camoranesi, condannandolo a pagare quando probabilmente anche lui si sarà ritirato, ma stavolta per motivi anagrafici.

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