Calcioscommesse: Masiello inguaia il Bari e Almiron

di Marco Mancini 2

Nubi nere si affollano sul cielo di Bari, già messo in cattive acque per problemi societari. Andrea Masiello ha consegnato la sua memoria difensiva ai magistrati che stanno indagando sul giro di scommesse che ha coinvolto Serie A, B e Lega Pro nello scorso campionato, e fa nomi e cognomi.

Il meccanismo era chiaro: il Bari sin da poco dopo l’inizio del girone di ritorno era chiaramente già retrocesso, dunque veniva facile combinare le partite. Il difensore, oggi all’Atalanta, dice di essere stato contattato per alcune combine direttamente dalla malavita organizzata barese, il clan Parisi che sembra facesse da tramite con gli Zingari.

Nonostante poco dopo la presentazione della memoria il suo avvocato affermi che la malavita organizzata non c’entra, Masiello ha detto chiaramente di aver ricevuto una busta da un corriere della famiglia malavitosa barese contenente 80 mila euro per truccare la famosa partita contro il Palermo, saltata poi per l’errore di Miccoli dal dischetto all’ultimo minuto. In quella gara, come nelle altre, lui dice di non aver partecipato al raggiro, ma dice che alcuni suoi compagni invece erano coinvolti.

LE ALTRE PARTITE TRUCCATE – E fa il nome di Sergio Almiron, argentino del Catania, che aveva organizzato insieme ad altri suoi compagni la sconfitta per 0-2 contro il Lecce. Ciò che non quadra è che nelle due reti giallorosse rientra anche un autogol proprio di Masiello. Siamo sicuri che non avesse accetato?

Il difensore inoltre afferma che le partite in cui era stato contattato erano almeno altre tre: contro il Chievo, la Roma e la Sampdoria, tutte sconfitte, e persino di aver incontrato esponenti del clan che delle volte si appostavano sotto le case dei calciatori. E considerando che praticamente quasi tutti i calciatori coinvolti nell’inchiesta (Gervasoni, Bellavista, Carobbio, Almiron e Micolucci, oltre allo stesso Masiello) hanno militato nel Bari, ora gli inquirenti si stanno concentrando proprio sui clan locali per trovare la chiave di volta di tutta questa faccenda.

Photo Credits | Getty Images

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