La finale di Champions League nelle parole di Ferguson e Guardiola

di Gioia Bò Commenta

Foto: AP/LaPresse

Mancano meno di ventiquattro ore all’atto finale della Champions League, che vedrà confrontarsi Barcellona e Manchester United in una sorta di replay della finalissima di Roma di due anni. In quell’occasione il Barcellona di impose per due reti a zero, impedendo a Sir Alex Ferguson di sollevare la sua terza coppa con le orecchie. Il baronetto ricorda con dispiacere quel momento e spera di poter cambiare la storia:

Rispetto a quella finale sento che la squadra è più pronta. Non siamo cambiati molto in termini di giocatori, ma abbiamo più maturità ed esperienza internazionale. Sappiamo cosa fare, ci siamo preparati bene. Credo che la qualità principale della mia squadra sia l’unità. Abbiamo la stessa struttura di un paio di anni fa, ma giocare in Champions ci ha fatto crescere. Rivincita? No, non sarà una rivincita. A Roma abbiamo commesso un paio di errori che ci hanno fatto perdere, adesso sarà importante rimanere sempre concentrati. Una cosa è sicura, sarà una partita difficile per entrambi i club.

E se Ferguson vuole vincere, Pep Guardiola non vuole perdere e spera di sollevare la sua seconda Champions in tre anni:

In quest’ultimo decennio Manchester e Barcellona hanno svolto un lavoro straordinario. E’ chiaro che entrambe le squadre vogliono vincere: a prescindere dal risultato, quello che hanno fatto loro e quello che abbiamo fatto noi resterà. Se giochiamo come abbiamo giocato nella finale di 2 anni fa, a Roma, non vinceremo. Se rivedo quella partita, mi rendo conto che abbiamo giocato peggio di quanto pensassi. Alcune cose devono cambiare, vediamo se siamo capaci di farlo.

E ancora:

La formazione è già decisa. Siamo preparati per affrontare la gara nelle migliori condizioni. Vedo bene la squadra, penso che siamo pronti per giocare la finale. Ho visto cose che mi sono piaciute. Qualche dettaglio, invece, no. Il 2009 era il mio primo anno, c’era un entusiasmo che ci ha trascinato a vincere. Ma trionfare in una finale non garantisce poi il successo nella successiva. Le sensazioni sono buone, ma non molto buone. Sarà una finale divertente? In una finale non ci si diverte, si soffre.

Ai protagonisti la sofferenza, a noi – si spera – la visione di una gara divertente e spettacolare. E che vinca il migliore.

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