Serie A 2010/2011: Parma

di Marco Mancini Commenta

Se si va a guardare il tabellino dei trasferimenti del Parma sembra quasi che la squadra emiliana sia stata rivoluzionata, essendo una di quelle che hanno portato a termine il maggior numero di trasferimenti. Se però andiamo a vedere chi è arrivato, si capisce che quasi quasi la squadra è la stessa dello scorso anno.

Continua così la politica della società di puntare sui giovani cresciuti nei vivai di tutta Italia per dargli un’opportunità e farli diventare dei futuri campioni, ma questa politica, seppur molto positiva, non le ha permesso e probabilmente non le permetterà di fare tanta strada. Sono arrivati anche calciatori di un certo peso ed esperienza come Giovinco, Dzemaili, Paletta e Gobbi, e di partenze, se si escludono i prestiti, non ce ne sono state di così “dolorose” (Lunardini, Rossi, Pasi e Paponi), mentre peseranno un po’ di più gli addii a Biabiany e Lanzafame.

La società forse paga un po’ la sontuosa campagna acquisti dello scorso anno, e così stavolta arranca un po’, ma c’è anche da dire che non c’era bisogno di fare una forte “manutenzione” della rosa, dato che è già ottima così. Certo, se si vuol puntare a qualcosa in più di una semplice salvezza bisognerà investire, ma se l’obiettivo rimane la metà classifica, allora la squadra è già più che sufficiente.

L’allenatore è nuovo, quel Pasquale Marino che ogni anno dicono faccia il salto di qualità, ma che spesso ha deluso le aspettative. Vedremo se l’ex allenatore di Udinese e Catania continuerà con il tridente, dato che non è proprio nel dna del Parma giocare con le tre punte, o se adatterà i suoi schemi alle abitudini della squadra. Molto più probabilmente il Parma scenderà in campo con il 4-3-3 simile a quello dell’Udinese dello scorso anno così composto: Mirante; Zaccardo, Paletta, Paci, Lucarelli; Galloppa, Morrone, Dzemaili; Giovinco, Bojinov, Crespo.

Anche le riserve hanno un certo peso, specialmente in attacco dove i vari Paloschi, Lucarelli e Paonessa potrebbero non far sentire la mancanza dei compagni eventualmente infortunati o squalificati, e la stessa situazione si riflette in ogni zona del campo. Da questo punto di vista la squadra del Parma appare una delle più solide della serie A, ma forse ancora troppo giovane ed inesperta per poter puntare ad una qualificazione europea. Anche quest’anno servirà a raggiungere quanto prima la salvezza, attestarsi nelle posizioni limitrofe all’Europa League, e poi il prossimo anno, con più minuti nelle gambe e nella testa, magari con qualche grande acquisto, tentare la scalata internazionale.

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