Franco Baresi: il simbolo del Milan!

di Gioia Bò 1

Lo abbiamo visto correre e sudare su e giù per il campo, ultimo baluardo della difesa e capace di proporsi in folate offensive palla al piede; lo abbiamo visto piangere per un Coppa del Mondo buttata al vento nel caldo asfissiante di Pasadena; lo abbiamo visto alzare coppe e trofei e restare il solito umile ragazzo quale era al su arrivo giovanissimo in maglia rossonera.

In un tempo in cui le bandiere avevano ancora un senso, Franco Baresi ha rappresentato più di ogni altro il simbolo di una sqaudra, vestendo la stessa maglia dal giorno dell’esordio a quello del ritiro.

E pensare che l’Inter lo aveva scartato, ritenendolo troppo gracile per uno che pretende di giocare in difesa e preferendogli il fratello Giuseppe. Ma il piccolo Franco non si diede per vinto e volle sostenere un provino anche per il Milan, squadra per cui tifava. Inizia qui il sodalizio tra la squadra rossonera ed il giovane talento, che entrò a far parte a 15 anni della grande famiglia per non uscirne più.


Debutto in serie A appena diciassettenne, divenne titolare fisso al posto di Ramon Turone due anni dopo, godendosi dal campo gli ultimi due anni della carriera di Gianni Rivera, ormai vicino al ritiro. E proprio con il golden boy ancora capitano, Baresi riuscì a conquistare il primo scudetto della sua fantastica carriera, scudetto che aveva un sapore particolare per i colori rossoneri poiché significava stella sulla maglia.

Ne arriveranno altri 5, oltre a tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe Europee e quattro Supercoppe Italiane. Tutti trofei alzati con la fascia da capitano al braccio!

Un amore infinito verso la maglia, mai messo in discussione nemmeno quando la squadra conobbe l’onta della serie B: Franco restò al suo posto, in mezzo alla difesa, a dare l’esempio di attaccamento alla squadra, nonostante le vantaggiose offerte di numerosi club italiani. Per questo i tifosi lo amavano, considerandolo tra i più grandi che avessero mai vestito la casacca del Diavolo nella storia.

Temuto e rispettato dagli avversari è stato uno dei più forti liberi di tutti i tempi, con i suoi recuperi impossibili ed i sui tackle puntuali. Gli è mancato il Pallone d’Oro (riconoscimento che avrebbe ampiamente meritato), ed un Mondiale che avrebbe messo la ciliegina sulla torta alla sua gloriosa carriera. Nel 1982 visse tra i giganti che andarono a conquistare il trofeo in Spagna, ma era coperto da un certo Scirea e non ebbe occasione di mettersi in mostra.

Nel ’94 andò molto vicino alla conquista del titolo, dopo un infortunio subito ed un’operazione che ne aveva compromesso il mondiale. Tornò stoicamente dopo 25 giorni dall’intervento, per giocarsi la finale con il Brasile. I crampi gli impedirono di tirare come avrebbe voluto il primo rigore della serie ed alla fine lo abbiamo visto versare lacrime amare sulla sconfitta.

Ma ormai quel maledetto rigore non lo ricorda più nessuno e Franco resterà sempre nei cuori dei tifosi come “Il capitano”, il numero 6, che ora fa parte della leggenda è che nessun altro è degno di portare sulle spalle!

Commenti (1)

  1. Ti adoro FRANCO BARESI! 6 IL MIO IDOLO

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