Dramma allo stadio: un’agente tenta il suicidio

di Gioia Bò 1

Ancora cronaca a riempire le pagine dei giornali sportivi, ancora un poliziotto ferito all’esterno di uno stadio, ma stavolta non ci sono scontri e guerriglie da raccontare, teste spaccate e armi sequestrate.

Stavolta c’è solo il male di vivere di una donna che decide improvvisamente di farla finita, proprio mentre sta compiendo il suo dovere.

Siamo a Treviso e in un sabato come tanti altri si sta giocando la gara di campionato Treviso-Grosseto. Tutto tranquillo dentro e fuori lo stadio Tenni: l’unico “problema” per i tifosi di casa è che la propria squadra è sotto di un gol al 20′ del primo tempo. Improvvisamente lo sparo proveniente dall’esterno dell’impianto e la mente che torna ai tanti, troppi fatti di cronaca che hanno visto protagonista il mondo del pallone.


I primi a rendersi conto della gravità del fatto sono stati gli ultras della curva che, affacciandosi verso l’esterno, hanno potuto vedere chiaramente un corpo riverso a terra in una pozza di sangue con una donna accanto che urlava disperata.

Nessuno immaginava cosa potesse essere successo su quel metro quadro di marciapiede, ma la situazione è apparsa subito grave ed i tifosi hanno fatto in modo di avvertire l’arbitro per far interrompere immediamente la partita. D’accordo anche i dirigenti delle due squadre che hanno mostrato buonsenso, accettando il rinvio della gara a data da destinarsi. Ormai continuare non aveva più senso: il calcio di fronte a certi avvenimenti deve passare in secondo piano.

Intanto fuori dallo stadio arrivava l’ambulanza e si cominciava a far luce su quanto accaduto. Nessun colpo fortuito, ma il gesto volontario di una poliziotta che stava compiendo il proprio dovere e, per ragioni ancora da verificare, ha puntato contro se stessa la pistola di ordinanza, cercando la morte.

Alla scena ha assistito una collega dell’ufficio passaporti che si è immediatamente gettata verso di lei, tentando inutilmente di non far partire il colpo. Purtroppo non è riuscita a impedirle di premere il grilletto ed ora la donna è ricoverata in gravissime condizioni nell’ospedale di Treviso dove, operata, sta lottando tra la vita e la morte. La collega invece ha riportato un trauma facciale, ma a parte lo choc subito, non dovrebbe avere gravi conseguenze.

E’ una storia che con il calcio a poco a che fare: l’agente aveva più volte prestato servizio al di fuori dello stadio, ma sembra che il gesto estremo non sia legato a motivi di lavoro.

Qualunque sia la ragione, è triste raccontare una storia di questo tipo in una giornata qualunque che dovrebbe essere solo di calcio.

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