Premier League all’estero? Idea comica!

di Gioia Bò Commenta

C’è chi ancora si sorprende nel vedere i Signori del Calcio alla ricerca di strade nuove da percorrere per incassare sempre più denari, nascondendosi dietro la scusa della spettacolarizzazione di uno sport già di suo spettacolare. Da queste parti lo abbiamo capito da tempo e non ci basta più la favoletta del “facciamo tutto per il bene della squadra e del tifoso”. E forse cominciano a comprenderlo anche dalle parti del Regno Unito, dove i supporters, come li chiamano lì, sono letteralmente inferociti per l’ultima trovata proveniente dall’alto.

“L’alto” in questo caso è l’organizzazione che gestisce la Premier League, una sorta di Lega Calcio, che per bocca del suo direttore generale, Mr Richard Scudamore, ha proposto ai club inglesi di allungare il campionato di una giornata, a partire dalla stagione 2010-2011.

Tutto qui? Beh sarebbe poco male. No, perché il turno supplementare non si giocherebbe entro i confini nazionali, ma porterebbe il circo inglese in giro per il mondo, in cinque città straniere non ancora localizzate. Già si fanno i nomi di New York e Los Angeles, Singapore e Sidney, ma anche l’oriente sarebbe interessato all’iniziativa e arrivano proposte da Pechino e Hong Kong. Scopo dell’iniziativa, a sentire il suo promotore, sarebbe quello

di far progredire la Premier e se non saremo noi a farlo, lo faranno sicuramente altre federazioni.


Un’altra bella favola da servire calda ai tifosi, come se indossare una sciarpetta colorata e seguire la propria squadra in ogni dove, equivalesse a fare del supporter un completo cretino, incapace di comprendere che dietro tanta premura non c’è altro che l’ennesimo tentativo di arraffar soldi. La Premier League itinerante porterebbe infatti nelle casse delle società ben 5 milioni di sterline a match: che dite, vale la pena giocare una gara in più, anche se si è costretti a sopportare una trasferta massacrante, con svariate ore di volo? Il gioco vale la candela ed i club hanno accettato la proposta all’unanimità, allettati dall’idea di veder le loro casse riempirsi grazie ad una sola gara in più ogni anno.

Chi invece sarebbe fortemente penalizzato è come sempre il tifoso, che non avrebbe la possibilità di seguire il turno aggiuntivo allo stadio, a beneficio delle tv, che già gongolano all’idea di trasmettere le gare a pagamento. La stampa si è fatta portavoce del sentimento dei supporters, lanciando titoli che bocciano l’idea senza possibilità di replica: “Avete svenduto l’anima del calcio”, “Ecco la morte del calcio”, “Cosa diavolo sta succedendo?”.

Già, ce lo chiediamo anche noi, nella speranza che anche stavolta abbia ragione Monsieur Michel Platini, che, commentando la notizia, si è limitato a dire:

La proposta di giocare alcune gare della Premier League inglese all’estero non e’ altro che una battuta. E’ un’idea semplicemente comica.

Beh, per ora abbiamo visto ridere solo i presidenti dei club! Staremo a vedere.

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