Nicklas Bendtner: un gigante tra i volti nuovi

di Gioia Bò Commenta

Continua la nostra carrellata di volti nuovi alla ricerca dell’affare da proporre ai vari presidenti disposti ad investire sul futuro. In realtà, stavolta parliamo di un nome già conosciuto nel panorama calcistico internazionale, ma vista la giovane età (20 anni), merita sicuramente un posto in questa categoria.

Stiamo parlando di Nicklas Bendtner, gigante danese in forza all’Arsenal, che ha già riempito pagine e pagine di giornali con le sue imprese. I Gunners lo hanno scovato a Copenhagen, quando aveva appena 16 anni e non si sono lasciati sfuggire l’occasione di portarlo in Inghilterra.

Prestato al Bimingham la scorsa stagione, Nicklas ha avuto modo di mettersi in mostra in un campionato duro come quello della seconda divisione inglese, andando a segno per undici volte e contribuendo alla promozione della squadra in Premiership.


Un risultato sicuramente positivo per un ragazzo della sua età, tanto che l’Arsenal lo ha richiamato in casa, facendogli firmare un contratto di cinque anni. Non sempre è titolare, trovandosi davanti giocatori del calibro di Adebayor e Theo Walcott, ma, ogni volta che viene chiamato in causa, riesce a dare il suo prezioso contributo in fase offensiva. Anche sabato scorso non ha smentito la sua fama di bomber partito dalla panchina e al 93′ ha messo a segno la rete che ha permesso alla squadra di Arsene Wenger di acciuffare un prezioso pareggio in casa.

Un metro e novantatre centimetri per 85 chili di peso, fisico possente e slanciato. Quando riceve il pallone spalle alla porta, ci si aspetterebbe di vederlo temporeggiare in attesa di un compagno che arrivi in soccorso. E invece Nicklas il più delle volte si gira e tenta la progressione verso la porta avversaria. Ama giocare al limite dell’area, in quella zona di campo in cui gli riesce facile sia duettare con i compagni, in attesa del ultimo passaggio, che sfruttare il suo stacco di testa per scardinare le difese avversarie.

Fenomenale nelle sue percussioni, le lunghe leve e la potenza muscolare lo aiutano spesso a lasciare indietro l’avversario, liberandolo per la battuta a rete. Dicono che somigli a Ibrahimovic: un paragone importante che non lo spaventa, perché lui sa di poter arrivare in alto. Le premesse per un futuro di successo ci sono tutte, a dimostrazione del fatto che, ancora una volta, l’Arsenal ha saputo guardare lontano. Il suo futuro non è in panchina, potete starne certi!

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