Liga: il Real si cuce mezzo scudetto sulla maglia

di Marco Mancini Commenta

Anche in Spagna i postumi di Champions si fanno sentire. A farne le spese questa volta è il Barcellona, che si era illuso di potersi riavvicinare alla vetta, ma che ha sprecato tutto il lavoro fatto nell’ultimo mese, perdendo in casa contro il Villareal. Mezzo passo falso anche per il Getafe, unica squadra spagnola impegnata in coppa Uefa, che non va oltre lo 0-0 sul campo del penultimo Murcia.

Chi invece risponde alla grande è il Real Madrid. Dopo un primo tempo con la testa ancora alla partita con la Roma, i madridisti scontentano il loro pubblico, fornendo una delle prestazioni più scadenti dell’era Schuster, andando in svantaggio grazie al gol di Valdo, e non rendendosi mai pericolosi, se non nel finale di primo tempo quando Higuain segna un fortunoso gol del pareggio.
Ma i blancos hanno talento da vendere, e si nota subito in campo quando, con l’inserimento di Drenthe, la partita cambia, e viene chiusa con un calcio di rigore del capitano Raul, al suo 200esimo gol con la camiseta blanca.


Con questo gol probabilmente il discorso scudetto è chiuso. Più 8 dal Barcellona, che essendo ancora in Champions, concentrerà le sue forze fuori dai confini spagnoli, consegnando lo scudetto numero 31 ai rivali. E dire che era partito all’attacco il Barça, orfano del suo vero talento che è Messi, ancora infortunato, che non ha trovato in nessuno dei suoi altri tre tenores l’uomo giusto per andare in gol.
E così, vista l’immobilità dell’attacco blaugrana ci ha pensato Senna a sbloccare la partita, su calcio di rigore, alla sua terza rete stagionale, curiosamente tutte e 3 contro gli uomini di Rijkaard. Il pareggio di Xavi non serve a nulla perchè a chiudere la partita a dieci minuti dalla fine ci pensa l’ex milanista Tomasson, che mette una pietra sul discorso Liga. E anzi, riapre il discorso secondo posto, dato che il Villareal adesso è solo a 4 punti dal Barcellona.

Subito sotto di loro, nella sfida al quarto posto utile per la Champions, c’è bagarre tra Atletico Madrid, troppo altalenante, e il sorprendente Racing Santander, che aveva come obiettivo di inizio stagione la salvezza, ma che ora si trova al quarto posto. La terza vittoria consecutiva è venuta contro una signora squadra, il Betis di Siviglia, che forse si è un pò adagiato sugli allori, visto il suo campionato senza infamia e senza lode, ma questo secco 3-0 deve far svegliare i biancoverdi, per fagli rendere conto che adesso la distanza dalla serie B è di soli 3 punti.
Stenta invece l’Atletico che a Saragozza era pure passato in vantaggio, ma poi si è fatto male da solo con l’autorete di Pablo, completata dal gol della vittoria dell’ex genoano Milito. Adesso deve seriamente guardarsi alle spalle.

Si avvicina adesso il Siviglia, che libero dagli impegni di Champions fa subito vedere quanto vale quando si concentra solo su un obiettivo, e spazza via il povero Levante che si era pure permesso di passare in vantaggio dopo 5 minuti con Riga.
Adesso i due volte campioni d’Europa in Uefa sono a due punti dalla zona Champions, e hanno agganciato l’Espanyol, sconfitto immeritatamente a Madrid, e daranno vita all’unico scontro che dà un senso alla Liga spagnola, dato che per il vertice alto e il vertice basso i giochi sono già fatti.

Il discorso europeo è però chiuso alle prime 7 squadre, le cui qualificazioni non sono ancora decise, ma che sicuramente otterranno un piazzamento, dato che sotto di loro si sta creando il vuoto. Con la sconfitta contro l’Osasuna, l’Almeira abbandona definitivamente ogni sogno di coppa, come ha già fatto anche il Valencia che non riesce a vincere in casa neanche contro il derelitto Deportivo, che recupera il doppio svantaggio troppo facilmente, per essere una squadra a rischio retrocessione contro una con ben altri obiettivi.

La corsa per la salvezza è ancora aperta e avvincente. Retrocesso ormai il Levante e probabilmente anche il Murcia, l’ultimo posto per la Segunda Division se lo giocheranno in 9.
La squadra che sembra più in forma di tutte, almeno a guardare l’ultima giornata, è senz’altro il Maiorca, che con un sensazionale Arango (autore di una tripletta) e Guiza (due gol per lui), segnano 7 gol al povero Recreativo Huelva, e decidono poi di fermarsi per non infierire sul portiere italiano Sorrentino, dato che il settimo gol è venuto all’ottavo minuto del secondo tempo, e se avessero continuato a spingere così forte, avrebbero rischiato di andare in doppia cifra.
Anche l’Atletico Bilbao sembra capace di tirarsi fuori dalla zona calda, dopo il 2-0 casalingo che inguaia il Valladolid, prima delle salve, a soli 2 punti. Visto che ogni domenica ci sono sorpassi continui, e il terz’ultimo posto non è mai assegnato per due giornate di fila alla stessa squadra, crediamo che le prossime 11 giornate saranno letteralmente di fuoco.

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