Milan, Berlusconi contestato alla presentazione della squadra

I tifosi rossoneri si esaltano alla presentazione della squadra: esultano quando arrivano i calciatori, osannano Galliani e Allegri, condividono la scelta di puntare sui giovani, ma si arrabbiano, e non poco, all’arrivo di Berlusconi. Il grido principale, oltre alla contestazione della tessera del tifoso, è stato “noi vogliamo un presidente”, per contestare le scelte del Premier di non spendere un euro per la campagna acquisti che non sia guadagnato dalla cessione di un calciatore.

L’anno scorso andò bene con la cessione di Kakà che portò soldi freschi, ma se quest’anno non ci sono campioni da cedere, si prospettano tempi duri per i tifosi rossoneri. Ma a Berlusconi poco importa, e nella conferenza fa finta di nulla, tirando fuori la solita carta dei trofei vinti, quella del Milan squadra italiana più famosa nel mondo, e le solite “vanterie da bar” che ormai ci propina ogni anno.

Oriali dà l’addio all’Inter: sono stato silurato

Gli allenatori vanno e vengono, ma i dirigenti restano, specie se sono stati bandiere del club in questione. Di solito è così, ma non nel caso di Gabriele Oriali, dirigente dell’Inter fino ad oggi e disoccupato di lusso a partire da domani. L’ex mediano nerazzurro lascia l’Inter dopo anni ed anni di successi al fianco di Mancini prima e di Mourinho poi, a causa di scelte fatte dalla dirigenza e non condivise dal diretto interessato.

Per raccontarla in parole povere, il dirigente nerazzurro è stato declassato, nel senso che gli è stato proposto un ruolo di tramite tra la squadra e la società in luogo del suo attuale stato di responsabile tecnico. Una proposta che Oriali non ha neppure preso in considerazione, preferendo lasciare la sua Inter:

Avevo un ruolo ben preciso nella società, che espletavo nel migliore dei modi, ma di fatto sono stato sollevato da questo incarico, sostituito, diciamo “fatto fuori”. Credo di essere arrivato al capolinea.

L’Inter di Benitez? Il contrario di quella di Mourinho

Squadra che vince non si cambia è un detto che ormai, nel calcio moderno, non ha più senso. Per confermare questa tesi basta vedere ciò che ha intenzione di fare Benitez all’Inter. Se nella mente dei tifosi nerazzurri c’è ancora quella squadra “operaia” fatta di difesa e ripartenze, probabilmente ora dovranno imparare a guardare un altro gioco in campo.

Il tecnico spagnolo ha intenzione di giocare con una squadra molto più alta, non sa ancora se sfruttare il 4-3-3 di Mourinho o un più moderno 4-2-3-1, ma il principio sarà quello di evitare di chiudersi, facendo partire l’azione già dalla metà campo avversaria.