Major League: il calcio si sveglia dal sogno americano

di Marco Mancini Commenta

Faranno dei miracoli nell’economia, nel cinema, nell’atletica e nel basket, ma per quanto riguarda il calcio, gli americani hanno ancora tanto da imparare. Lo ha capito anche Ruud Gullit, ex centrocampista del Milan e allenatore dei Los Angeles Galaxy, la stessa squadra di David Beckham. Gullit già dopo qualche partita lo scorso anno aveva accusato la Major League di poca professionalità. Il suo contratto triennale però lo costringeva a rimanere, e così la stagione si era conclusa in modo deludente (medio-bassa classifica).

Quest’anno ci ha riprovato, ma la situazione è anche peggiore. L’unico che sappia giocare a calcio, Beckham appunto, è ancora infortunato, come in tutta la scorsa stagione, e non ci si ricorda più da quando non lo si vede in campo. I 3 punti non arrivano da 2 mesi e adesso Gullit non ce l’ha fatta più. Ha rescisso il suo contratto per motivi familiari e ha fatto le valigie, tornandosene in Olanda. Insieme a lui è stato fatto fuori anche il general manager Alexi Lalas, ex difensore del Padova. Al suo posto andrà Cobi Jones, oltre 300 partite tra i Galaxy, che avrà l’arduo compito di risollevare un club e uno sport che in America ormai vale meno del badminton in Italia.

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