Bernacci, i motivi dell’addio

di Redazione 2

Una notizia che aveva fatto scalpore, come può far scalpore la decisione di un giovane di ventisei anni che da un giorno all’altro lascia il calcio giocato per dedicarsi a chissà quale altra attività. Parliamo di Marco Bernacci, una vita passata sui rettangoli verdi, per poi ritirarsi sul più bello, nella stagione che poteva consacrarlo come attaccante di qualità, nell’attacco di un Torino alla ricerca della promozione.

Quindici reti lo scorso anno con la maglia dell’Ascoli, poi il ritorno al Bologna e la cessione ai granata, che puntavano sui gol dell’attaccante per tornare in A dopo qualche anno di purgatorio. Ma Marco sul più bello ha deciso di dire basta, ed erano in molti a scommettere che dietro tale decisione si nascondesse il più buio dei mali, la depressione. Ma a quanto pare non è così, stando a quanto raccontano amici ed ex allenatori dell’attaccante.

Cosa ci può essere dietro la strana decisione di lasciare i palcoscenici più ambiti? Parla Filippo Antoniacci, amico di Marco e “collega” allorché giocavano insieme negli esordienti del Cesena:

E’ venuto a mangiare nella mia pizzeria anche l’altra sera e abbiamo parlato di quello che è successo. Mi ha detto che si è stancato, che non ha più voglia di andare a fare gli allenamenti e che gli mancano gli stimoli giusti per continuare a giocare. In altre parole non ha più voglia di fare le cose che ha fatto finora: mi ha confermato che ha voluto smettere perché si sentiva troppe pressioni addosso. Allo stesso tempo però è contento, perché ha ricevuto più di 350 messaggi di gente che lo invita a non smettere.

Non parla di depressione neanche il suo procuratore Giovanni Sama:

Non lo rendono felice né i soldi né il pallone, non sono stati i fischi o i voti rimediati dopo l’ultima partita a farlo smettere, stava male già prima per l’ansia e lo stress. E’ molto consapevole che la sua carriera è a rischio, però preferisce stare meglio.

E per star meglio ha deciso di lasciare il mondo del calcio. Auguri per tutto il resto.

Commenti (2)

  1. BUIA CHI MOLLA

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