Lite Cassano-Garrone, la verità di Fantantonio

di Gioia Bò Commenta

Foto: AP/LaPresse

La Samp ha vinto nella non facile trasferta di Cesena, ma in casa doriana continua a tenere banco la vicenda-Cassano, dopo la pubblicazione della trascrizione dell’alterco tra i fantasista ed il presidente Garrone. Fantantonio ne avrebbe combinata un’altra delle sue, scagliandosi violentemente contro chi gli paga lo stipendio, contro chi lo ha sempre trattato come un figlio, contro chi gli ha permesso di avere un’altra chance in nazionale.

Ma questo aspetto della vicenda era già noto. Quella che ancora non avevamo ascoltato è la versione del diretto interessato, che prima chiede scusa alla Sampdoria e si augura di rimanere e Genova, poi cerca di giustificarsi.

I fatti sono stati descritti da alcuni organi di stampa col chiaro intento di mettermi in cattiva luce, e ci sono riusciti anche questa volta… Non è questa la sede più opportuna per contestarli, perché è roba da avvocati. Ma non tengono conto di quanto accaduto precedentemente e non tengono conto di quanto più volte da me spiegato alle persone che mi sono vicine, ovvero del particolare momento che sto vivendo insieme a mia moglie. Se voglio starle vicino il più possibile, compatibilmente con i miei tantissimi impegni agonistici, un motivo ci sarà. Ma non vedo motivo di rendere pubblica la mia privacy.

Dunque Cassano si sarebbe rifiutato di ritirare un premio per conto della Sampdoria solo per stare vicino alla moglie (incinta di qualche mese). Il punto è questo: non poteva semplicemente spiegare a Garrone le proprie ragioni, senza arrivare allo scontro verbale, fatto di insulti irripetibili?

La verità è che probabilmente ci siamo illusi che Cassano il terribile fosse solo un lontano ricordo del passato. Ci eravamo illusi che il talento barese avesse davvero messo la testa a posto dopo l’incontro con Carolina, ma a quanto pare il numero 99 della Samp non è cambiato di una virgola rispetto al passato. Aspettava solo l’occasione giusta per mostrare nuovamente la parte peggiore di sé.

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