
L’immagine ha fatto il giro del mondo e ancora oggi, a riguardarla, fa accaponare la pelle. Era il 23 febbraio scorso. data che i diretti interessati non cancelleranno mai dalla propria memoria, seppure per motivi diversi. L’attaccante dell’Arsenal Eduardo da Silva ha rischiato di appendere gli scarpini al chiodo con largo anticipo, a causa di un intervento killer del difensore Martin Taylor, in forza al Birmingham.
Nei giorni successivi i blog si riempirono di accuse pesanti nei confronti dell’autore del fallo, mentre il giovane croato di origine brasiliana cercava conforto nei medici, per sapere se e quando sarebbe potuto tornare a calcare un campo di calcio.
Sull’onda dell’emozione in molti proposero la squalifica per un’intera stagione o addirittura a vita per interventi simili, che in altre occasioni hanno stroncato brillanti carriere (date un’occhiata qui per rendervene conto). Per fortuna non è il caso di Eduardo, che a distanza di dieci mesi è tornato a correre su un rettangolo verde (anche se con la squadra delle riserve dei Gunners) e che ora spera quanto prima di poter tornare utile alla squadra.
Sono felicissimo e ho avuto ottime sensazioni. Voglio ringraziare i tifosi perché mi sono stati sempre vicini durante questi mesi. Ora devo recuperare al più presto la condizione, non vedo l’ora di giocare in Premier.
Queste le parole di Eduardo subito dopo la gara che lo ha visto protagonista per 45 minuti, prima che un risentimento al ginocchio lo costringesse all’uscita. Lui si dice pronto a tornare in campo già dal prossimo 3 gennaio, ma bisognerà valutare se e quanto sia realmente in grado di riprendere la normale attività di giocatore professionista. Mister Wenger ha fatto giustamente notare che Eduardo potrebbe avere dei problemi a livello psicologico:
Per un attaccante il contrasto con il difensore è inevitabile e ogni tentennamento rischia di compromettere il gol: questo è il punto interrogativo per quanto lo riguarda. E’ vero, lui è un ragazzo molto coraggioso, ma spesso non è possibile controllare certe reazioni. In allenamento tutti sono molto attenti, perché nessuno vuole assumersi la responsabilità di un tackle sbagliato che possa causargli un nuovo infortunio.
In ogni caso, l’importante è che sia tornato a giocare a calcio, dopo aver temuto di dover abbandonare per sempre il sogno più grande. Bentornato Eduardo!