Lo stadio Renzo Barbera: un gioiello nel centro di Palermo

di Gioia Bò Commenta

Ancora una tappa italiana nel nostro giro turistico alla scoperta degli stadi più belli del mondo. Stavolta, di ritorno da Vienna, ci fermiamo a Palermo, in uno degli impianti più imponenti del Mezzogiorno italiano, il Renzo Barbera, così chiamato in onore di uno dei presidenti della squadra locale.

In principio si chiamò Littorio, essendo stato costruito in epoca fascista e, come tanti altri impianti, il nome era imposto dal regime. Nel ’36 fu intitolato a Michele Marrone, un eroe caduto durante la guerra di Spagna e, dopo il secondo conflitto mondiale, si decise di chiamarlo La Favorita, poiché sorgeva nei pressi della tenuta di Federico I di Borbone, fino al 2002, quando prese l’attuale denominazione.

La costruzione del Renzo Barbera risale al 1932 e per l’epoca l’impianto risultava essere uno dei più moderni d’Italia. Era costituito da un campo in erba, circondato da una pista di atletica. Le autorità avevano la possibilità di sistemarsi su una tribuna coperta, mentre la gente comune trovava posto sul lato opposto. Le curve non avevano posti a sedere ed erano caratterizzate dal terreno inclinato che permetteva un’ottima visuale anche dai punti più alti.


Nel 1948 lo stadio subì una notevole ristrutturazione, con l’eliminazione dela pista di atletica e la costruzione dei gradini sulle curve. Questo garantì l’aumento della capienza fino a 40.600 posti.

Come la gran parte degli stadi italiani, la Favorita poté avvalersi dei finanziamenti statali negli anni precedenti il mondiale del 1990. La consistente opera di restauro consegnò ai palermitani uno stadio completamente nuovo anche nell’aspetto. Venne aggiunto un secondo anello intorno alle tribune ed alle gradinate e create delle postazioni per la stampa e le autorità. Nonostante l’ampliamento della struttura, però, venne diminuita la capienza, nel rispetto della legge che prevede la sola collocazione di posti a sedere.

Le ultime importanti modifiche sono state apportate negli ultimi anni, con la creazione del settore ospiti completamente chiuso (non a caso viene chiamato “la gabbia”) e l’inserimento dei tornelli all’ingresso.

Si può parlare, dunque, di un impianto moderno e funzionale, un vero gioiello degno di una grande città e di una squadra che si sta ben comportando a livello nazionale ed europeo.

Negli ultimi anni, il presidente Zamparini ha proposto la costruzione di un impianto ex novo, vista la vicinanza del Barbera al centro cittadino, ma difficilmente i palermitani rinunceranno al proprio stadio storico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>