Napoli, addio al nuovo stadio, si resta al San Paolo

di Marco Mancini Commenta

È durata poco la promessa del sindaco De Magistris che si era impegnato in prima persona affinché il Napoli avesse un suo stadio di proprietà. Ieri il progetto, che sarebbe dovuto essere completato nel 2016, è stato definitivamente abbandonato. I motivi sono diversi. Prima non si è trovato l’accordo con la società, ben consapevole di non poter contare sulle sole forze di De Laurentiis visto che uno stadio costa diverse centinaia di milioni, ma poi a dare il colpo definitivo è stata una commissione di esperti che ha dichiarato troppo pericolosa la zona individuata.

Il nuovo stadio infatti sarebbe dovuto essere costruito nell’area di Ponticelli, troppo vicina alla zona rossa che, in caso di eruzione del Vesuvio, avrebbe potuto creare non pochi pericoli di ordine pubblico. Per questo, e perché De Laurentiis non ne vuole sapere di lasciare il San Paolo, De Magistris ha messo una pietra sopra al progetto. Ora però il problema è un altro. L’attuale struttura è fatiscente ed ha già subìto i richiami dell’Uefa. Se non si ristruttura in fretta potrebbe non ottenere l’agibilità a disputare le gare internazionali, costringendo così il Napoli il prossimo anno a giocare la Champions League a Roma o in un’altra città.

Ma anche qui i problemi non mancano. Essenzialmente il principale è: chi paga? Il Comune non ha un euro, e così si spera proprio nel presidente del club. Attualmente infatti la società è responsabile solo del manto erboso, ma si potrebbe trovare un accordo per farla diventare responsabile dell’intera struttura, magari soprassedendo su alcuni debiti contratti con il Comune se si accollasse buona parte delle spese di ristrutturazione.

Photo Credits | Getty Images

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