Confederations Cup: conosciamo le partecipanti

di Marco Mancini 1

Tra poco più di 24 ore comincerà la Confederations Cup, tra le 6 squadre migliori delle 6 federazioni Fifa più la vincitrice della coppa del mondo ed il Sudafrica, la nazione che ospiterà il prossimo mondiale. Della nazionale azzurra ne abbiamo parlato ampiamente nei giorni scorsi, da questo link si potrà consultare la rosa dei convocati. Oggi proviamo a conoscere le altre partecipanti alla competizione.

Senza dubbio la squadra favorita, oltre all’Italia, è il Brasile. E’ la nazionale più titolata al mondo, e annovera tra le sue fila quasi tutti calciatori arcinoti in Italia. Sarà da tenere d’occhio sicuramente il neo-madridista Kakà, sperando che abbia ancora la testa al trasferimento, e giochi non alla sua altezza come fatto nell’ultima gara di qualificazione al mondiale contro il Paraguay. Certo è che se i verdeoro saranno quelli dell’amichevole contro l’Italia di febbraio, ci sarà poco da fare per tutti. Il portiere titolare è l’interista Julio Cesar, uno dei pochi che può contendere a Buffon il titolo di miglior portiere del mondo (l’altro è Casillas, che pure disputerà la Confederations con la Spagna). I calciatori della serie A, se vogliamo contare ancora Kakà, sono 7, quasi tutti titolari, con Juan e Maicon per la difesa, Baptista e Melo a centrocampo, più il milanista Pato che però dovrà vedersela in attacco con gente del calibro di Robinho, Luis Fabiano, e l’osservato speciale Nilmar, uno dei talenti nascenti del calcio carioca.

L’altra favorita è la Spagna, che riproporrà a grandi linee la squadra che ha vinto l’Europeo solo l’anno scorso. Solo soltanto due o tre i nuovi inserimenti, ma i calciatori che partiranno titolari sono sempre gli stessi. Importante sarà l’assenza di Iniesta, uno dei migliori centrocampisti al mondo, infortunatosi proprio pochi giorni prima di partire per il Sudafrica, e sostituito al volo da Pablo Hernandez. Ma di certo i talenti a centrocampo non mancano, tra Xavi, Xabi Alonso, Fabregas e tanti altri. Osservato speciale è il solito “Nino” Fernando Torres, che con David Villa forma una delle coppie più temibili al mondo.

E’ interessante anche la nazionale statunitense. Nonostante il “soccer” in Nord America non sia così popolare, i tanti calciatori americani che giocano in Europa fanno degli Stati Uniti una nazionale abbastanza insidiosa, e gli azzurri lo sanno bene visto che al mondiale sono stati gli unici che non sono riusciti a battere. I calciatori migliori sono il portiere Tim Howard dell’Everton, il capitano Bocanegra, uno dei veterani della nazionale, ma anche l’ex bambino prodigio Freddy Adu, che a soli 16 anni era ricercato da tantissimi club europei, ma che si è andato un po’ perdendo col passare degli anni. Attenzione a Landon Donovan, attaccante talentuoso che quest’inverno ha avuto anche una breve esperienza con la maglia del Bayern Monaco.

E poi c’è il torneo “degli altri”, con l’Egitto che potrebbe risultare la sorpresa. E’ stato molto convincente durante l’ultima coppa d’Africa, vinta con merito visto che il gioco espresso era ampiamente migliore rispetto a quello di tante altre nazionali, anche se durante le qualificazioni al mondiale sta stentando un po’. Peccano un poco in esperienza gli egiziani, visto che possono vantare soltanto due calciatori che giocano in Europa, tra cui il loro calciatore più rappresentativo, Mohamed Zidan, attaccante del Borussia Dortmund, insieme ad Amr Zaki, punta del Wigan.

Per il resto, Iraq, Nuova Zelanda e Sudafrica si possono mettere più o meno sullo stesso piano. Leggermente meglio il Sudafrica, che gioca in casa ed avrà il favore del pubblico. Tra le sue fila può vantare una maggiore esperienza internazionale dato che alcuni suoi calciatori giocano in Europa, come il suo giocatore più rappresentativo, Steven Pienaar, centrocampista dell’Everton. Un paio di calciatori per squadra giocano in qualche campionato più interessante di quello neozelandese o iracheno per quanto riguarda le altre due nazionali, ma ritrovandosi nel girone con Spagna e i padroni di casa già sanno che si ritroveranno a recitare il ruolo di comparse, con l’unico stimolo di farsi notare magari da qualche talent scout che li porti lì dove il calcio conta davvero.

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