Niente City per Kakà, e ora che succede? Il Real attende sviluppi

di Marco Mancini 1

Ormai tutto il mondo calcistico aveva dato per scontato il passaggio dell’ex pallone d’oro al secondo club di Manchester. La svolta improvvisa di ieri sera ha praticamente scombinato i piani di centinaia di persone, che adesso si devono rimettere in moto per pagarne le conseguenze.

A chi è andata peggio è sicuramente la società inglese. Il Sun questa mattina riporta che lo sceicco Mansour, alla notizia del rifiuto di Kakà, sia diventato rosso in volto come un pallone che sta per scoppiare. A questo si sono aggiunti lo sbigottimento dei dirigenti del City, e il contrattacco di uno di essi, Garry Cook, il quale dice chiaramente che il Milan li ha “fregati”. Ma i tifosi rossoneri possono star tranquilli? A sentire As mica tanto…

Pare infatti che, dopo un recente allenamento, l’ex madridista David Beckham abbia rivelato ad un suo amico giornalista spagnolo che Kakà gli aveva già preannunciato che non avrebbe firmato per il City perché voleva vestire la camiseta blanca. In effetti la questione non è tanto campata in aria. L’offerta del Real è simile a quella del City (100 milioni), la destinazione, a differenza degli inglesi, è ben vista dal calciatore perché ha sempre detto di non volersi trasferire a Manchester per una questione di blasone. Inoltre il Milan a giugno potrà vedere il ritorno di Gourcuff dal Bordeaux, mentre adesso sostituti naturali del brasiliano non ce ne sono. Secondo i dirigenti merengues ci sono ottime possibilità che la transazione avvenga la prossima estate.

Tornando al City, i guai non finiscono con una brutta figura e qualche strigliata. La fanta-squadra che era nella mente dello sceicco potrebbe presto sgretolarsi. Infatti la sua stella principale, Robinho, si era detto convinto che Kakà firmasse perché così gli avevano promesso la scorsa estate i dirigenti per convincerlo a trasferirsi da Madrid. Ora che questa transazione non è avvenuta, Robinho chiederà di essere ceduto. Fa sapere il suo procuratore che il brasiliano è molto arrabbiato con la dirigenza per l’affare Kakà, e prendendo come pretesto il diniego da parte del suo allenatore di farlo tornare a casa per festeggiare il suo 25esimo compleanno, ha messo in giro la voce di non sentirsi più bene a Manchester e di volersene andare. A causa di tutta questa confusione potrebbe anche saltare l’altro grande acquisto nel mirino dei dirigenti inglesi, quello di Shay Given, uno dei portieri meglio considerati in Inghilterra, che adesso potrebbe ripensarci.

E il Milan in tutto questo ci ha guadagnato? Se si parla di immagine, sicuramente sì. Ma andando all’atto pratico, saltano tutti i progetti che si erano fatti per un Milan stellare. Venuti a mancare i 100 milioni, bisognerà dire addio a Benzema, Gallas, e a tutti i rinforzi per cui già ci si era mossi. Bisognerà sperare di aver azzeccato l’ingaggio di Mattioni, anche se poco affidabile dato che è poco più che maggiorenne. Un Milan che vuol combattere ad altissimi livelli non può continuare con una difesa la cui media d’età è 34 anni, ma adesso trovare qualche rinforzo, soprattutto nei momenti di crisi come questo, sarà molto dura. Alla fine pare che in questa vicenda non ci abbia guadagnato proprio nessuno.

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