Milan, partono anche Gattuso e Inzaghi

di Marco Mancini 1

Dopo Nesta è arrivato il momento dell’addio anche per altri due pezzi di Milan, Ringhio Gattuso e Pippo Inzaghi. A sorprendere maggiormente è il primo che sembrava uno dei pochi certi del rinnovo. Evidentemente non deve avere ricevuto da Allegri le rassicurazioni necessarie sul suo utilizzo. Come ha dichiarato ieri al momento dell’annuncio, non si sente ancora un dirigente ma un calciatore, e dunque uno così non lo si può tenere in panchina.

Oggi Ringhio terrà una conferenza stampa di addio, ed annuncerà il suo futuro. C’è chi lo vede in Scozia, per un ritorno dove è cresciuto ad inizio carriera, ma c’è anche la possibilità che vada a chiudere la carriera in qualche Paese arabo. Secondo alcune indiscrezioni soltanto Galliani ha tentato di convincerlo a rimanere, mentre la freddezza di Allegri l’ha spinto a questa decisione. Ad ogni modo quello di Gattuso è un arrivederci visto che ha promesso che a fine carriera, tra un anno o due, tornerà al Milan da dirigente.

RITORNO ALLE ORIGINI – Chi invece resterà in Italia è Pippo Inzaghi. Con una lettera struggente ieri ha salutato la tifoseria, e se Allegri ha un po’ di cuore gli regalerà almeno 10 minuti nel finale della gara di domani. Ancora non ha firmato per nessun club, ma Atalanta e Parma se lo stanno contendendo. L’ultima indiscrezione parla dell’offerta della squadra bergamasca, dove Superpippo esplose e si fece conoscere nel calcio italiano, con una retribuzione a gettone, come per Bobo Vieri qualche anno fa, e cioè senza uno stipendio fisso ma un bonus per ogni partita giocata. La rivoluzione del Milan non finisce qui perché dopo questi tre giocatori a giorni potrebbero essere annunciati anche gli addii a Van Bommel, Seedorf, Zambrotta, Roma e forse anche Flamini, mentre solo Ambrosini dovrebbe rinnovare e poi si dovrebbe cominciare a discutere dei vari riscatti di Aquilani ed altri calciatori.

Photo Credits | Getty Images

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