Milan – Inter, parla Seedorf, l’uomo dei Derby

di Stefano Rodinò 1

Domenica sera alle ore 20:45 si giocherà il derby tra Milan e Inter. Probabilmente nessuno meglio di Clarence Seedorf sa cosa vuol dire questa sfida cittadina, visto che ha giocato a milano per 12 anni, militando tre anni nelle file nerazzurre per poi passare in rossonero dove è diventato una bandiera. Adesso la sua carriera è continuata in Brasile al Botafogo, ma ha rilasciato un intervista prima di questo importante appuntamento. Ecco le sue parole

DERBY Per Seedorf i derby ora sono in Brasile, ma il centrocampista non dimentica tre incroci spettacolari tra Milan e Inter che gli sono rimasti nel cuore:

Non potrò vederla perchè giochiamo anche noi domenica sera. Ora i miei derby al Botafogo sono ora con il Flamengo, il Vasco da Gama o la Fluminense. Cito tre derby: l’indimenticabile è il doppio incrocio in Champions nella semifinale del 2003, poi il 3-2 del febbraio del 2004 e infine la sfida di Pechino in Supercoppa dell’agosto dello scorso anno. Gare legate a successi finali del Milan.

RIVOLUZIONI Entrambe le squadre di Milano in questa stagione hanno cambiato molto e hanno rinunciato a diversi senatori. In particolare il Milan, che ha perso molti giocatori esperti, tra cui lo stesso Seedorf:

 Dall’Inter sono andati via dei grandissimi come Lucio, Julio Cesar e Maicon ma nessuno di loro stava alla Pinetina da dieci anni. Dal Milan siamo partiti in tanti, di certo il cambiamento è stato più traumatico e poi l’Inter storicamente è più abituata a fare rivoluzioni. Diciamo che erano consapevoli del buco che lasciavano. Negli anni passati hanno dato l’addio grandissimi come Maldini, Costacurta, Cafu ma in ogni occasione c’erano giocatori pronti a sostituirli. Ora questo ricambio non c’è stato. Ecco perché l’impatto è diverso. Ma non spetta a me dire se è sbagliato: è stata una scelta. Di certo la società ora dovrebbe prendere in mano la situazione per indicare la strada con chiarezza

RITORNO Infine il giocatore olandese lascia aperte le porte su un suo possibile ritorno a Milano. Ovviamente però in qualità di dirigente, magari finita la sua esperienza brasiliana:

Certo, perché no? Il rapporto con la società è sempre rimasto ottimo. Mi è spiaciuto non salutare i tifosi ma il non congedo è ancora più significativo perché vuol dire che non è finito niente. Ringrazio tutti per gli anni che abbiamo vissuto insieme allo stadio. Il futuro nessuno lo conosce ma se ci fosse l’occasione, il ritorno sarà ancora più bello

Photo Credits | Getty Images

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