Aspettando Juve-Torino

di Gioia Bò Commenta

Ci siamo. A Torino è giorno di derby nell’anticipo serale dell’ottava giornata di campionato. E come ogni stracittadina che si rispetti, contano poco le forze in campo o i milioni spesi durante la campagna acquisti. E’ una gara a sé dal sapore particolare, sentita dai tifosi più di ogni altra partita.

Ma che derby sarà? Scorrendo le probabili formazioni viene da pensare che si tratti del derby degli assenti, specie in casa bianconera. Ranieri si ritroverà ad inventare di sana pianta una formazione “decente”, viste le assenze di Zanetti, Buffon, Trezeguet, Zebina, Andrade, Tiago, Poulsen, Marchisio e Camoranesi. Praticamente un’intera squadra!

Il problema è nel mezzo: far giocare uno come Ekdal, che paga in fatto di esperienza e maturità, o snaturare le qualità di Nedved cambiandogli posizione? E’ il dubbio che avrà impedito a Ranieri di prender sonno ieri sera.

In compenso, il morale è a mille, dopo l’impresa di martedì contro il Real, che ha rivitalizzato la Vecchia Signora, facendo ben sperare per il futuro. Ma, come detto, il derby è una gara a sé e spesso in passato il Toro è stato capace di tirare brutti scherzi anche a Juventus molto più solide di questa.

E poi non dimentichiamo che la squadra di De Biasi è alla ricerca di punti preziosi per risalire la china: finora ha raggranellato solo 5 punti in sette partite, perdendo l’ultima gara contro il Cagliari, che mai prima di allora era stato capace di guadagnare la vittoria. Ci si aspetta dunque una reazione d’orgoglio da parte dei granata, che cercheranno di approfittare delle difficoltà di formazione dei bianconeri.

Non sarà della partita l’ex Eugenio Corini, fermato da un problema al tendine di Achille e fermo per tre settimane, mentre l’altro ex di lusso, Nicola Amoruso, partirà probabilmente dalla panchina. In attacco De Biasi dovrebbe affidarsi a Bianchi con Rosina nelle vesti di rifinitore, in una formazione piuttosto prudente e pronta magari a ripartire i contropiede.

Per concludere, sarà un derby “anomalo” viste le tante assenze, ma pur sempre una gara dal sapore unico, al di là dei nomi dei protagonisti.

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