Beppe Signori: dal campo alla scrivania

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Segna sempre lui! Era il coro che i tifosi della Curva Nord dedicavano ogni domenica al loro idolo e di gol Beppe Signori ne segnava davvero tanti. In quegli anni la Lazio era una buona squadra, non certo lo squadrone che di lì a qualche stagione avrebbe approntato Cragnotti per dominare in Italia ed in Europa, ma i gol del bomber riuscivano comunque a pesare.

Lo aveva portato in A Zdenek Zeman nei tempi in cui il Foggia era una bella realtà del calcio italiano, col suo gioco tutto d’attacco che metteva in difficoltà qualunque avversaria. Insieme a Ciccio Baiano, Beppe Signori formava una fantastica coppia-gol ed era chiaro che i due prima o poi lasciassero il club pugliese, per tentare la fortuna in qualche squadra più ambiziosa.

Signori finì alla Lazio e divenne ben presto l’idolo della curva a suon di gol, tanto che per due stagioni consecutive riuscì a conquistare il titolo di capocannoniere. Per lui il popolo biancazzurro scese in piazza nel 1995, protestando contro l’intenzione di Cragnotti di cederlo al Parma. Ed alla fine Beppe restò a Roma e in quell’anno si aggiudicò nuovamente il titolo di miglior realizzatore.


Qualche anno più tardi passò al Bologna e poi per un breve periodo alla Sampdoria, completando così la sua lunga carriera in serie A dopo tredici stagioni. Negli ultimi anni ha giocato prevalentemente all’estero Iraklis (Grecia) e Sopron (Ungheria), prima di appendere le scarpette al chiodo e mettersi a studiare da allenatore.

Ma il futuro immediato dell’ex bomber è lontano anni luce dai suoi propositi iniziali, visto che proprio lo scorso maggio ha avuto un’offerta da parte della Ternana per entrare a far parte del club nel ruolo di consulente. Una professione che non rientrava nei suoi piani, ma che lui ha voluto ugualmente accettare.

Ed ora è tutto impegnato a costruire la squadra del futuro, avendo avuto carta bianca sulla campagna acquisti, sebbene sia un debuttante assoluto. E lui sembra trovarsi bene nelle nuove vesti, non disdegnando di dare anche qualche consiglio puramente tecnico ai giovani del club umbro. Ammette che i ragazzi lo vedono ancora come il Beppe Signori che faceva impazzire tutte le difese e che col suo sinistro magico incantava le platee:

Mi vedono così e vanno un po’ in soggezione, ma li capisco: mi capitò lo stesso la prima volta che da giovane incontrai Beccalossi, il mio idolo…

E ora l’idolo è lui, che sia in panchina o dietro una scrivania.

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