Palermo – Milan 1-0: fotogallery

di Gioia Bò 1

Foto: AP/LaPresse

E’ facile andare a Palermo e passeggiare su una squadra che nelle ultime giornate ha rimediato ben cinque sconfitte consecutive. Questo deve aver pensato il Milan capolista dall’alto dei suoi 22 punti di vantaggio sui rosanero. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ed i rossoneri avevano probabilmente fatto i conti senza l’oste, se è vero che tornano dalla trasferta di Palermo con zero punti in tasca e qualche certezza in meno in vista del derby del 3 aprile.

Goian ha spezzato i sogni del Diavolo dopo soli 10 giri di lancette dal fischio d’inizio, regalando ai suoi la prima vittoria dell’era Cosmi e scongiurando le dimissioni di Zamparini. Al Milan non resta che riflettere sull’approccio sbagliato ad una gara così importante, nonché sulle alternative ad Ibrahimovic, appiedato dal giudice sportivo per ben tre turni.

Allegri mastica amaro, ma non cede il ruolo di favorito nella lotta al tricolore:

Essere andati sotto sin dall’inizio ovviamente ha influito negativamente. Nel primo tempo potevamo fare di più, nel secondo tempo è migliorato qualcosa, specie quando allargavamo il gioco, ma abbiamo concluso poco. Una sconfitta qui a Palermo ci poteva stare, adesso c’è la sosta che ci servirà a ricaricare le idee.  Siamo ancora in testa, gli altri devono inseguire, quindi siamo ancora i favoriti. Non siamo diventati tutto di colpo una squadra che non è capace di vincere lo scudetto. Il derby sarà importante, ma non decisivo, mancano ancora otto partite, il campionato è lungo.

Finalmente un sorriso sul volto di Serse Cosmi:

Spero che il Palermo riparta da quelle qualità che aveva dimostrato di avere prima di questa crisi. Se avessimo pareggiato non avrei potuto dire niente ai ragazzi: hanno dato il massimo e hanno giocato alla grande, come dico io.
Questa squadra aveva bisogno di metabolizzare il mio carattere e il mio modo di fare. Ci si aspettava che in due partite cambiassi tutto, ma non funziona così nel calcio. Con Rossi il Palermo era straordinario, poi qualcosa si è rotto e bisognava recuperare questo modo di giocare.

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