Spalletti contro Totti, ma la polemica sembra finta

di Alba D'Alberto 1

Spalletti e Totti, il mister contro il capitano. Questa sembra essere la polemica giusta per animare un fine settimana all’insegna dello sport. Peccato che ci siano anche tutti i termini per parlarne come di una polemica “inutile”. 

Spalletti ha deciso di mettere Totti fuori dalla rosa della squadra per il match di domenica e Totti ha ribadito la sua posizione, fatto le sue richieste e accennato in qualche modo alla “lesa maestà” del capitano che tutti i tifosi tengono in grande considerazione.

Spalletti ha valutato la preparazione di tutti i giocatori a sua disposizione e ha deciso di non pensare al lustro di avere in panchina il capitano ma ha pensato all’efficacia di una formazione che avrebbe dovuto vincere e basta. Totti, intervistato dopo l’esclusione, è stato molto cauto, ha usato parole forti ma nemmeno tanto aggressive.

Il Capitano giallo rosso ha spiegato in sostanza che vorrebbe giocare di più, anche perché ha un contratto in scadenza a giugno. Forse ha paura di restare svincolato ed essere costretto ad appendere gli scarpini al chiodo nonostante si sia dimostrato più volte decisivo per la società nelle partite più importanti. Totti è Totti e la voglia di giocare alle falde dei 40 anni non gli manca. E non teme certo il calciomercato che lo costringe a confrontarsi con forze fresche e giovani. Il suo rapporto con Spalletti è “buongiorno e buonasera”, nessuna confidenza insomma e questo avrebbe autorizzato il mister ad arrogarsi il diritto di farne a meno. Il Capitano ha ribadito che al momento non è interessato a ruoli dirigenziali ma non gli sembra che quello che sta succedendo alla Roma sia rispettoso nei suoi confronti, nei confronti di un giocatore che alla maglia giallorossa ha votato la sua carriera. Si guarderà intorno, ha promesso. O forse minacciato.

Spalletti, che ha visto vincere la Roma contro il Palermo per 5 a 0 come Totti in tribuna, ribadisce l’importanza di dover pensare al risultato della squadra, polemiche a parte. Lunga ma importante la sua dichiarazione che non sembra essere benzina sul fuoco della polemica, anche se certamente se ne parlerà ancora. Ecco cosa dice Spalletti:

“Certo che avrebbe giocato stasera, non è che vado a raccontare bugie in conferenza stampa… Questa mattina è successo che, in base a quello che era venuto fuori dalle sue dichiarazioni, dappertutto si parlava di questa situazione. Io il giorno prima li avevo pregati di mettere alle spalle la Champions e riordinare le idee per una gara che sembrava facile. Ho chiesto concentrazione, un aiuto. Poi viene fuori questa situazione che depista l’interesse della squadra, ci sono ruoli e devi avere a che fare con tutti e non un solo calciatore. Dovevo per forza mettere ordine alla reazione a caldo di Francesco. Perché è vero che lui è un grande campione e che merita rispetto, ma il rispetto lo devo anche a tutti gli altri, altrimenti quando uno vuole convoca una conferenza stampa e si mette a parlare, che modo è… Ho avvertito la società dopo che ho preso questa decisione – prosegue Spalletti -, c’è stato grande dispiacere, non volevo ma il mio ruolo è questo, dobbiamo dare dei segnali alla squadra, la società mi ha chiamato perché la situazione non andava e devo stare attento a quello che faccio, forse era un po’ nervoso e qualcosa ha detto. Quando è nervoso i missili gli partono… Mi dispiace, non voglio alcun duello con nessuno, voglio solo che la Roma faccia risultato”.

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