Capello deve essere pagato, lo dice l’ispettorato del lavoro

di Alba D'Alberto Commenta

Anche se gli stipendi sono alti, vanno pagati e il saldo deve arrivare nelle tasche degli interessati a tempo debito. Lo dice anche l’ispettorato del lavoro che è stato scomodato da Capello e dal suo vice Cinquini. Ecco cosa è successo.

Ci sono in ballo 3,2 milioni di euro, che non sono bruscolini. Si tratta dello stipendio di Capello e del suo vice Cinquini che da diverso tempo non percepiscono il salario pattuito. Adesso, a rimettere le cose a posto, ci sta provando il servizio federale per il lavoro che ha intimato all’Unione calcistica russa di saldare i conti entro un mese.

È stata fatta un’ispezione e sembra che non siano stati mai versati 181,5 miliardi di rubli, che equivalgono a 3,2 milioni di euro. Ora non si sa bene a quali persone effettivamente manchino i soldi ma secondo un quotidiano sportivo accreditato, Sport Express, i malcapitati dovrebbero essere l’allenatore della Nazionale Fabio Capello e il suo vice Oreste Cinquini.

Per questa storia rischia il posto anche Nikolai Tolstikh, che è il capo dell’Unione calcio. Per lui si parla di una multa di 50 mila rubli e di una sospensione lunga anche 3 anni. Intanto Fabio Capello sarebbe a secco. Sempre secondo Sport Express, il CT della nazionale russa non percepisce lo stipendio da giugno ed un ingaggio considerevole, di almeno 7 milioni di euro annui.

Capello, tra l’altro, è malvisto dall’opinione pubblica russa per via del fatto che la squadra ha fatto una pessima figura agli ultimi mondiali e anche nelle qualificazioni per gli europei sta deludendo parecchio. Capello intanto, continua a lavorare e il suo obiettivo è fare comunque bene in modo da disputare non tanto un europeo alla grande – non solo quello – ma anche e soprattutto un mondiale in casa nel 2018 al top della condizione.

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