L’Inter crociata rischia i tre punti

di Gioia Bò Commenta

Perdere sul campo e chiedere la vittoria a tavolino è prassi abbastanza usuale nel mondo del calcio. Ovviamente lo si fa solo in casi ritenuti gravissimi, quali l’ impossibilità di concludere la gara per intemperanze dei tifosi o nel caso un giocatore venga ferito da un oggetto lanciato in campo o ancora la presenza in campo di uno squalificato… Fatti comunque che condizionano il regolare svolgimento di una gara.

Chiedere i tre punti a tavolino a causa di una maglia indossata dalla squadra avversaria forse non ha precedenti nella storia del pallone. Eppure è successo.
La partita incriminata è Inter-Fenerbahce dello scorso 27 novembre, finita con un secco tre a zero in favore della squadra italiana e quella sera i nerazzurri indossavano la maglia del centenario, bianca con una croce rossa nel mezzo. Ma vai a pensare che qualcuno potesse sentirsi offeso da tale divisa!

“Vedendo la partita di San Siro ho provato grande turbamento e un terribile dolore nell’anima“, ha dichiarato Baris Kaska, avvocato turco esperto di diritto europeo e grande tifoso dei Sari Kanaryalar (canarini gialli).

La maglia ricorderebbe infatti la divisa dei Cavalieri Templari che a lungo combatterono contro i musulmani. “Quella croce mi ha ricordato i giorni sanguinosi del passato“, ha continuato l’avvocato in un’intervista al quotidiano catalano “La Vanguardia“, arrivando per questo a denunciare il fatto alle commissioni disciplinari di FIFA e UEFA e chiedendo la vittoria a tavolino o almeno la cancellazione dei punti conquistati dai bianco-crociati per aver “manifestato in forma esplicita la superiorità razzista di una religione”.

E questa non l’avevamo mai sentita! Senza voler entrare in discussioni di carattere religioso, ci piacerebbe sapere se i tifosi del Fenerbahce sono più dispiaciuti per il risultato o per la croce offensiva.

Evidentemente la canzone “Bisogna saper perdere” non è stata tradotta in lingua turca!

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